Ha donato rene al figlio Premiata la mamma

Graziella Cenci con il figlio Valerio Fantinelli dopo la donazione del rene
Graziella Cenci con il figlio Valerio Fantinelli dopo la donazione del rene
L.F. 07.12.2019

Nel corso della tradizionale cena delle associazioni svoltasi martedì nella mensa dell’istituto scolastico, l’amministrazione di Vigasio ha consegnato una targa di riconoscimento alla mamma che ha donato un proprio rene al figlio. La storia di Graziella Cenci, casalinga di 68 anni residente a Vigasio, aveva fatto il giro d’Italia nella primavera scorsa dopo la pubblicazione sul nostro giornale. Poco dopo la metà del mese di marzo, L’Arena aveva dato notizia del trapianto del rene, donato dalla signora Graziella al figlio Valerio Fantinelli che risiede nell’Alto Vicentino. Dopo l’intervento chirurgico, il giovane ha riscoperto il sapore della vita, riacquistando la salute bene ed ha anche ripreso a lavorare. «Quella di Graziella Cenci e del figlio Valerio è una storia straordinaria, perché rappresenta una delle forme più elevate dell’amore che una madre può donare ad un figlio, e per questo da subito avevamo deciso di sottolinearne l’importanza con la consegna di un riconoscimento», racconta il sindaco Eddi Tosi. «Proprio per il significato di questa vicenda, dovevamo attendere un’occasione particolare, come quella della cena che a dicembre organizziamo invitando tutte le associazioni del paese, per rinsaldare i rapporti e parlare di nuove iniziative», continua. Alla serata, che è stata realizzata grazie alla disponibilità delle cuoche del servizio mensa scolastico, gestito dalla cooperativa Csa di Mantova, hanno partecipato 130 persone, in rappresentanza di ottanta associazioni attivi, su vari fronti, a Vigasio. Nel corso della serata c’è stata anche la presentazione, da parte di associazioni di area parrocchiale, di un intervento di riqualificazione dell’ex-chiesa del capoluogo, ora sede di un teatro, e di spazi contigui. In merito a questa ipotesi, lo stesso sindaco Tosi ha firmato una lettera di sostegno anche se l’appoggio del Comune resta subordinato al via libera della curia veronese. •