Il bosco va in fiamme, rischiato il disastro

Un vigile del fuocoLe piante bruciate sul monte Ogheri  FOTO PECORA
Un vigile del fuocoLe piante bruciate sul monte Ogheri FOTO PECORA
Alessandro Foroni 07.02.2020

S’è rischiato un grave danno ambientale mercoledì sera. Ha destato particolare apprensione, infatti, l’incendio che si è sviluppato sulla parte finale del Monte Ogheri, a sud dell’abitato di Valeggio verso Pozzolo, e visibile da varie parti del territorio comunale, con le lingue di fuoco che dal crinale sono scese soprattutto verso il versante che guarda il Mincio. Negli stessi istanti, un altro rogo ha interessato la zona Valsegrida, tra il canale Diversivo e il Virgilio, sempre vicino al fiume, ed è stato controllato più velocemente. «Ero in casa», dichiara un residente della contrada Nadalini, limitrofa all’area dell’incendio, costituita da sottobosco e sterpaglie, «e m’hanno avvisato che era scoppiato un incendio. Subito mi sono preoccupato d’avvertire i vigili del fuoco e sono uscito per vedere com’era la situazione. Non nascondo che inizialmente un po’ d’ inquietudine l’ho avuta perché il vento nel pomeriggio era stato forte e le fiammate facevano impressione, anche se s’alzavano e s’abbassavano. Certo che se il vento avesse tirato verso le abitazioni il problema sarebbe diventato ben più serio». Concetti ribaditi dall’agricoltore Alessandro Tumolo che stava potando le viti e s’è quasi stupito per il fuoco che divampava. «Stavo godendomi un tramonto spettacolare», ricorda l’imprenditore agricolo, «quando mi sono accorto che c’era un incendio in atto, ma non ero particolarmente preoccupato, sia perché il terreno è umido, sia perché andava verso sud e non verso il castello scaligero dove vi sono anche zone boscate. Poi mi ha rassicurato il pronto intervento dei vigili del fuoco e della protezione civile. Ho quindi aperto un cancello che porta all’interno della mia proprietà in modo che s’avvicinassero il più possibile alla zona dell’incendio». Sul posto sono giunti nel giro di una mezz’ora i vigili del fuoco di Bardolino e un’autobotte da Verona, a cui si sono aggiunti le squadre Iab (Anti incendio boschivo) della Provincia di Verona, gli agenti della polizia locale di Valeggio e i volontari della Protezione civile, oltre ai volontari dei vigili del fuoco di Villafranca, arrivati poco dopo le 20. A quell’ora i due incendi erano spenti, ma era cominciata la delicata operazione di monitoraggio per scongiurare eventuali ripartenze. «C’ha aiutato nell’intervenire prontamente», afferma David D’Aprile del comando dei Vigili del fuoco di Verona, «con una dozzina di persone, il fatto che eravamo già in zona a Villafranca e poi, durante le operazioni, che il vento, inizialmente forte, come confermatomi dalla torre di controllo dell’aeroporto Catullo, sia scemato. Diversamente la storia dell’incendio sul monte Ogheri, che è stato domato in un’oretta, avrebbe potuto impegnarci maggiormente e magari il giorno dopo avremmo dovuto continuare ad occuparci della fase successiva di controllo delle ceneri. Eventi come questi, con condizioni di siccità e forte vento, fanno però capire come sia da tenere alta la guardia, perché basta una sigaretta accesa, un fuoco non controllato o la marmitta surriscaldata di una moto per scatenare un incendio». L’allerta era partito poche ore prima dal Dipartimento della Protezione civile della Regione Veneto. «La nota diffusa», conferma Federico Adami, comandante del nucleo valeggiano della Protezione civile, «avvertiva che, viste le condizioni meteo-climatiche e vegetazionali, veniva dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi per tutti i territori comunali a rischio delle province di Verona e Vicenza, compresa la nostra. Noi siamo stati di supporto ai professionisti, vigilando le aree fino alle 23.30». • © RIPRODUZIONE RISERVATA