Due a processo per i 117mila euro rubati

Carabinieri davanti alla Cassa Padana di ValeggioUna mazzetta di banconote da 50 euro
Carabinieri davanti alla Cassa Padana di ValeggioUna mazzetta di banconote da 50 euro
Giampaolo Chavan 05.02.2020

Il mistero dei 117.000 euro rubati alla banca e poi spariti nel nulla. Ruota intorno a questa incognita il processo iniziato il 24 aprile dello scorso anno a carico di Andrea Marzari, 31 anni e del trentino Andrea Major, 52, difeso dall’avvocato Emanuele Luppi. I due sono accusati di aver rubato 117.550 euro dalla filiale della Cassa Padana Bcc di Valeggio, in concorso con Cristiano Martinasso, dipendente dello stesso istituto di credito, considerato dalla procura l’autore materiale del furto. I soldi erano custoditi nella cassaforte. Il legnaghese ha già chiuso i conti con la giustizia il 1. febbraio dello scorso anno, patteggiando un anno e undici mesi con la sospensione condizionale della pena davanti al gup Marzio Bruno Guidorizzi. Il capo d’imputazione riporta anche la serie di aggravanti a carico dei tre imputati ad iniziare dal danno patrimoniale di rilevante gravità alla luce dei 117.550 euro sottratti all’istituto di credito. Si contesta anche il fatto di aver agito in tre persone e, infine, c’è anche il fatto di aver agito con abuso di relazione d’ufficio in riferimento al dipendente della banca poi licenziato. Ieri si è celebrato un’altra udienza del processo durante la quale sono stati sentiti alcuni testimoni oltre ai carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia di Legnago. Sono partite proprio dai militari della Bassa le indagini per venire a capo del furto, verificatosi a Valeggio sul Mincio nella filiale della Cassa Padana Bcc il 17 gennaio 2015. Gli investigatori dell’Arma sono andati a colpo sicuro dopo aver visionato le immagini del circuito interno di telecamere della banca di Valeggio. Quel video ha inchiodato il dipendente della banca, Cristiano Martinasso mentre stava prelevando i 117.550 euro dalla cassaforte della banca. Sono così iniziate le indagini dei militari che hanno coinvolto anche Marzari e Major. I loro nomi sono spuntati dopo la visione dei tabulati telefonici da parte degli inquirenti anche se ambedue si sono sempre dichiarati estranei al maxi furto. In realtà, l’accusa li considera gli ideatori del colpo ai danni della Cassa Padana Bcc, costituitasi parte civile poi ritiratasi una volta che il danno è stato risarcito dallo stesso dipendente. Le indagini sono poi proseguite per scoprire dov’era finito il malloppo ma, a quanto pare, i soldi non sono stati trovati. A dire il vero, l’accusa ha sostenuto che i soldi sono stati presi da Marzari. I difensori replicano, però, che i 117.550 euro non sono mai stati trovati e sperano che venga scoperto proprio durante il processo chi si è appropriato di tutti quei soldi. In tal modo, verrebbe sciolto un nodo cruciale della vicenda relativa al maxi furto ordito ai danni della banca. Il mistero sulla fine dei soldi potrà essere svelato a partire dall’udienza fissata per il prossimo 23 giugno sempre davanti al giudice Alessia Silvi quando saranno sentiti altri testi chiave dell’intera vicenda. Nella successiva udienza, non ancora fissata, ci sarà, invece, la discussione e la lettura della sentenza. •