Bocciate le centrali idroelettriche

Il canale Diversivo con le acque del fiume Mincio a Borghetto
Il canale Diversivo con le acque del fiume Mincio a Borghetto
07.03.2020

Alessandro Foroni La nuova amministrazione comunale di Valeggio sul Mincio boccia i progetti per costruire centrali idroelettriche a Borghetto e dintorni. La questione risale a inizio 2016, quando si diffonde la notizia che ben sei ditte avevano chiesto la concessione di derivazione d’acqua al Genio civile, con l’intenzione di costruire centrali idroelettriche sul canale Diversivo. È un canale nato a ridosso della seconda guerra mondiale per preservare Borghetto dagli allagamenti. La precedente amministrazione comunale, con una parziale apertura alle varie istanze, aveva avviato nel 2016 e nel 2017 la procedura di verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione di impatto ambientale) che la Regione Veneto aveva confermato come necessaria. Ciò aveva ridotto a due le ditte che hanno presentato l’istanza di Via alla Regione. A settembre 2019 un sopralluogo tecnico a Borghetto che vedeva presenti gli attori coinvolti, dal Comune alla Regione, dopo aver considerato la natura dei luoghi, aveva visto prevalere un parere contrario alla realizzazione degli impianti. Concetti ribaditi con forza dalla delibera della giunta comunale dello scorso 3 marzo che elencava le considerazioni paesaggistiche, storiche e architettoniche per opporsi a questo progetto. Tra queste, il fatto che Borghetto risulti un ambiente particolarmente delicato e rivesta peculiari interesse sotto vari aspetti, da quello paesaggistico a quello storico, da quello ambientale a quello turistico. Inoltre, l’ambito oggetto di intervento è sottoposto a numerose norme di tutela paesaggistica legate al fiume Mincio e a gran parte del territorio valeggiano. C’è poi il Decreto Ministeriale del 2 marzo 1953, che tutela nello specifico la località di Borghetto, incluso da anni nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Il documento della giunta comunale rimarca poi che ad una distanza di circa 300 metri si trova il Ponte Visconteo, bene culturale costruito nel XIV secolo e pure tutelato con apposito decreto ministeriale e che una centrale idroelettrica sarebbe visibile dai maggiori punti panoramici, oltreché dai percorsi ciclabili e pedonabili. Infine, una centrale idroelettrica poco avrebbe a che fare con un borgo medievale di rara bellezza che si caratterizza per la sua unicità, con le tipiche cascatelle e i vecchi mulini. «Siamo fermamente contrari alla realizzazione di questo tipo di impianti a Borghetto», afferma il sindaco Alessandro Gardoni, «perché preservare natura, storia e bellezza di questo luogo deve essere sempre al primo posto. La realizzazione degli interventi indurrebbe negative trasformazioni dirette, indotte e irreversibili sia in fase cantieristica che in fase di esercizio nelle aree circostanti la centrale e lungo il canale Diversivo, in un ambito che costituisce uno dei più suggestivi punti panoramici di Borghetto, luogo frequentato ed apprezzato da cittadini, turisti e visitatori. Questo tipo di opera porterebbe con sé inaccettabili elementi di degrado visivo, percettivo e di compromissione dell’ambito naturalistico, paesaggistico e storico culturale, pregiudicando la valorizzazione di Borghetto e incidendo negativamente sull’economia di Valeggio». Oltre a ciò, continua Gardoni, «dopo aver analizzato le proposte sotto tutti gli aspetti che competono al Comune, è emerso che gli interventi non risultano compatibili rispetto alla normativa urbanistica, ambientale e paesaggistica vigente». Un giudizio durissimo che assomiglia a un de profundis per i due progetti superstiti, anche in previsione della conferenza dei servizi che doveva già svolgersi ma è stata rinviata per il coronavirus. La posizione della nuova amministrazione comunale non potrà che far piacere alle associazioni ambientaliste che allora erano insorte come un sol uomo contro l’idea di inserire dei corpi estranei in un ambiente delicato come Borghetto. Il Wwf, per bocca del villafranchese Luigi Facincani, presidente provinciale Wwf, aveva infatti evidenziato come per Borghetto fosse necessario invocare un principio di precauzione per la particolarità del luogo, perché gli sbarramenti stressano l’ecosistema e perché finiti i contributi pubblici spesso questi impianti vengono abbandonati. Sulla stessa falsariga le considerazioni di Lorenzo Albi, di Legambiente, che rivelava l’importanza di garantire nei fiumi un deflusso minimo vitale per le specie ittiche, rilanciando un appello un appello nazionale per salvaguardare i corsi d’acqua da un eccesso di sfruttamento idroelettrico. Ora l’amministrazione comunale valeggiana dovrà guardare anche al Mincio mantovano perché lì procede l’iter per realizzare un progetto di centrale idroelettrica a soli 620 metri dal confine con Valeggio, dopo averlo spostato dalla riva destra a quella sinistra, percorsa da tanti cicloturisti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA