Telefonata per sciogliere tutti i dubbi

F.V.16.03.2020

Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, a Sona è stato attivato un numero di servizio che i cittadini possono chiamare per chiedere informazioni su come interpretare le misure emanate con i recenti decreti, oltre che per richieste di tipo assistenziale, alimentare e farmaceutico. I cittadini possono telefonare allo 045.6091290 e scrivere una e-mail all’indirizzo emergenzavirus@comune.sona. vr.it. Un gruppo di volontari di protezione civile risponderà a tutte le domande, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 12.30. Il servizio è stato attivato nell’ambito del Coc, il Centro operativo comunale istituito per discutere delle procedure da mettere in campo per contenere la diffusione del virus nel territorio. Fra le prime domande arrivate il giorno dell’attivazione del numero, c’è stata questa: «Posso uscire a prendere le sigarette?». Altre riguardano l’uscire per fare una passeggiata o una corsa, ad esempio. «Le tabaccherie sono aperte», risponde l’assessore alla protezione civile Gianfranco Dalla Valentina, «e camminare o correre da soli non è vietato ma il consiglio è quello di restare a casa. L’obbligo è evitare il contatto con le altre persone e gli assembramenti». La Protezione civile risponde anche a richieste assistenziali. «Coloro che non hanno familiari o vicini che possono andare a fare la spesa per loro», spiega Dalla Valentina, «possono chiamare il numero che abbiamo attivato e chiedere il nostro supporto. Prima di tutto consigliamo le attività del paese organizzatesi per le consegne dei prodotti nelle case dei cittadini, e altrimenti i volontari di protezione civile fanno la spesa in un supermercato e la portano a domicilio. Ovviamente, prima di procedere con il servizio verifichiamo che il cittadino che lo richiede abbia una necessità reale». Un servizio simile può essere richiesto anche per la consegna a domicilio dei farmaci. «Mettere insieme le risorse e le modalità corrette per farle muovere con tutta l’umanità comprensibile e l’ovvia competenza», afferma l’assessora alle politiche sociali Monia Cimichella, «è una cosa che sta riuscendo positivamente». E aggiunge: «È un momento in cui è richiesto a tutta la cittadinanza massima disponibilità e flessibilità in tutti gli ambiti, ma con un unico mantra: “State a casa!”». C’è inoltre la volontà di stare vicino alle persone che, in questo momento, sono più fragili o soffrono la solitudine. «Nel territorio», spiega l’assessora Cimichella, «ci sono 600 persone over 70 che vivono da sole. La mia intenzione è quella di chiamarle, per sentire come stanno. Non abbiamo tutti i numeri e recuperarli non è facile, ma siamo decisi a provarci». A Sona, quindi, le iniziative messe in campo sono diverse, ma non mancano le difficoltà. La Protezione civile, attiva sul territorio per fronteggiare l’emergenza, in questi giorni deve fare i conti con una criticità notevole: le mascherine di cui hanno bisogno i volontari per proteggersi non si trovano. «Ne abbiamo recuperate 20 dalla Provincia e altre 200 ce le procura la farmacia di Lugagnano», spiega l’assessore Dalla Valentina, «ma, considerando che si tratta di mascherine monouso o al più giornaliere, sono comunque troppo poche, si rischia di finirle velocemente». C’è poi il problema delle informazioni scorrette e delle bufale che circolano in larga misura anche nel territorio sonese, e galoppano attraverso i social usati in maniera acritica da troppi cittadini. Il sindaco Gianluigi Mazzi invita quindi ad affidarsi al numero attivato per le richieste: «Sono in costante attività nella Conferenza dei sindaci», conclude il primo cittadino, «ed in continuo aggiornamento con i flussi di informazioni governative. Cari cittadini, fidatevi solo di fonti certe ed i nostri canali istituzionali lo sono». •