Si spento Parise, fondatore del «Sos» e anima del volontariato del paese

La sede del Sos a Sona
La sede del Sos a Sona
Federica Valbusa 23.06.2019

L’ associazionismo sonese piange Fernando Parise, un uomo di una bontà infinita, come ricorda chi lo ha conosciuto. Si è spento venerdì a 66 anni a causa di una malattia. Lascia la moglie Rita, la figlia Barbara con Enzo e l’adorato nipotino di cinque anni Lorenzo, e lascia un vuoto immenso nel volontariato locale, dove si era distinto per la sua disponibilità e positività. Parise aveva abitato a San Giorgio in Salici e, anche se da qualche anno si era trasferito a Sandrà, continuava ad essere attivissimo nel territorio sonese. Era andato in pensione dopo aver lavorato per le Ferrovie dello Stato e, da sempre, era stato molto attivo nella vita della comunità. Nel 1990 Fernando Parise è stato fra i soci fondatori del Sos e per diverso tempo ha svolto opera di volontariato come soccorritore di ambulanza. Quando, nel 2004, è nato il gruppo di Protezione civile, lo stesso Parise si è impegnato anche al suo interno e, nel tempo, è passato dalla divisa arancione a quella gialla. Alfredo Cottini, vicepresidente del Sos, lo ricorda così: «Era una persona di una grande bontà d’animo e di grande positività. Anche nelle situazioni più difficili non perdeva mai il sorriso sulle labbra, tendeva sempre a sdrammatizzare. Era talmente conosciuto e apprezzato che fra noi del Sos girava una battuta: ridendo, ci dicevamo che se un giorno Fernando avesse incontrato il papa, qualcuno, vedendoli insieme, si sarebbe chiesto chi fosse quel signore vestito di bianco accanto a Parise». Venerdì, quando si è diffusa la triste notizia della morte di Fernando, sulla pagina Facebook del Sos è stato pubblicato un post di ricordo, pieno di stima e affetto, sotto al quale sono apparsi moltissimi commenti di persone che lo hanno conosciuto e hanno voluto dedicare alcune parole alla meravigliosa persona che era. In tanti hanno ricordato i preziosi consigli che hanno ricevuto da lui. L’impegno di Parise nel mondo del volontariato era legato anche agli alpini di San Giorgio in Salici. Faceva parte del direttivo e aveva diversi ruoli all’interno del gruppo. Stefano Speri, presidente delle penne nere della frazione, addolorato per la scomparsa dell’amico, che aveva sentito per l’ultima volta al telefono proprio giovedì sera, racconta: «Il volontariato per Fernando era una cosa essenziale, era la sua vita, ce l’aveva nel cuore. Per noi questa è una perdita immensa: è una di quelle persone che, quando non ci sono più, lasciano un grandissimo vuoto. Si dava da fare in tutte le maniere e si faceva voler bene. Un’altra sua caratteristica? Era sempre propositivo. Partecipava molto alla vita della comunità. Era dappertutto: quando c’era un funerale, andava con il gagliardetto, quando c’era una festa, lui voleva esserci. Stava bene in compagnia, era un grande comunicatore, chiacchierava con tutti». Domani alle 19 sarà recitato il rosario nella chiesa di Sandrà di Costermano, dove poi martedì alle alle 16 sarà celebrato il funerale. Il Sos ha invitato soccorritori e tecnici di Protezione civile a partecipare alla cerimonia funebre in divisa. •