Il Comune cerca ville per i matrimoni civili

La celebrazione di un matrimonio civile a Sona
La celebrazione di un matrimonio civile a Sona
Federica Valbusa 05.09.2019

Il Comune fa cassa con i matrimoni e le unioni civili nelle ville e nei palazzi, ed è pronto ad allargare il numero delle location di pregio artistico e culturale a cui concedere la possibilità di ospitare le cerimonie. Ai proprietari, che guadagnano così l’opportunità di rendere i loro contesti più appetibili per i ricevimenti nuziali, l’amministrazione chiede la concessione degli spazi in comodato d’uso gratuito, mentre agli sposi chiede il pagamento di tariffe che vanno dai 200 ai 600 euro. Spiega il sindaco Gianluigi Mazzi: «Chi possiede dei luoghi belli, a cui sono tipicamente connesse attività commerciali e di organizzazione di eventi, ha iniziato a chiedere alle amministrazioni la possibilità di ospitare le cerimonie dei matrimoni e delle unioni civili. Questo succede anche in altri Comuni e qualche richiesta è arrivata pure dal nostro territorio. Così, abbiamo deciso di concedere la possibilità che le celebrazioni vengano effettuate non solo in luoghi pubblici, ma anche in strutture private». A Sona questa possibilità, istituita con una delibera di consiglio, esiste dal 2017, ma finora è pervenuta una sola domanda, da Corte Turco. Proprio nei giorni scorsi, il Comune ha ribadito ulteriormente la propria disponibilità ad accogliere nuove location, diverse da quelle pubbliche, in cui celebrare le cerimonie. Sul sito istituzionale è stata caricata la documentazione che i proprietari possono compilare per manifestare il loro interesse. Una volta raccolte le domande, il Comune esegue una perizia e poi invia l’esito alla Prefettura, a cui compete il compito di dare o meno l’autorizzazione a procedere. Il contratto di comodato d’uso degli immobili ha poi la durata di tre anni. Gli innamorati che vogliono sposarsi negli spazi di proprietà comunale ad oggi possono farlo in sala giunta, in sala consiliare, in sala Affreschi o in sala Canonica Vecchia, con costi che variano a seconda di diversi fattori, quali la residenza o meno nel Comune, la sala scelta fra le quattro disponibili, e l’organizzazione della cerimonia in orari d’ufficio oppure fuori da essi: si va dalla gratuità della sala giunta per coppie con almeno un nubendo residente che si sposano in orario d’ufficio fino a un massimo di 400 euro per gli stranieri che scelgono una delle altre tre sale fuori dall’orario d’ufficio. Per chi invece vuole una location privata, di pregio artistico e culturale, il tariffario si alza: 200 euro se almeno un nubendo è residente, 300 se sono entrambi non residenti, e 550 se si tratta di stranieri. Se le cerimonie vengono celebrate fuori dall’orario d’ufficio, queste cifre si alzano rispettivamente a 400, 500 e 600 euro. Nel 2019, nel Comune di Sona ci sono stati finora 19 matrimoni e nessuna unione civile. Le cerimonie vengono celebrate soprattutto dalle assessore Monia Cimichella ed Elena Catalano, e qualcuna anche dal sindaco Gianluigi Mazzi. Fra gli sposi che hanno coronato il loro sogno d’amore quest’anno, 28 erano residenti a Sona e 8 in un altro Comune. Solo due sono stati gli stranieri, ma il loro matrimonio, per l’assessora Cimichella che lo ha celebrato, è stato memorabile: «Erano due svizzeri tedeschi», racconta, «e si sono sposati a Corte Turco. Tutti gli uomini erano vestiti in beige e blu con le bretelle, e tutte le donne in bianco e blu. I due sposi erano venuti nel nostro territorio una volta di passaggio, e si erano innamorati di questo posto, quindi hanno deciso di sposarsi qua. Al ricevimento c’erano vini e salumi locali». I proprietari di ville o palazzi di pregio artistico e culturale che fossero interessati a mettere le loro location a disposizione delle celebrazioni devono inviare la documentazione richiesta dal Comune entro la fine del mese. Ben inteso che gli spazi che intendono offrire devono essere accessibili al pubblico, e possedere quindi i requisiti di idoneità, agibilità e sicurezza, e che tutte le spese, comprese quelle per il riscaldamento, per la pulizia e per l’energia elettrica, sono a carico loro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA