I colori del volontariato per Fernando

Gli onori del mondo del volontariato all’arrivo della salma in chiesa FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORAUno scorcio della chiesa gremita di amici e compagni di volontariatoGerbere e il cappello da alpino, nella foto il sorriso di Parise
Gli onori del mondo del volontariato all’arrivo della salma in chiesa FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORAUno scorcio della chiesa gremita di amici e compagni di volontariatoGerbere e il cappello da alpino, nella foto il sorriso di Parise
Nicolò Vincenzi 26.06.2019

È stato un ultimo saluto ricco di colori sgargianti quello a Fernando Parise, morto venerdì a 66 anni per una malattia. I colori delle divise che i tantissimi volontari, arrivati da ogni parte della provincia e non solo, hanno voluto indossare nonostante il caldo torrido che ieri ha abbracciato la chiesa, stracolma, di Sandrà. Questa era la richiesta lanciata alla vigilia dal Sos, il servizio operativo sanitario da lui fondato. E la risposta dei tanti amici e colleghi è stata forte. Quando il feretro arriva ai piedi della scalinata ci sono già in formazione i mezzi di soccorso del Sos, l’automedica e un paio di ambulanze. A testimonianza di quanto quel mondo fosse legato a Parise. E viceversa. Mentre la bara viene accompagnata in chiesa, già gremita, il gruppo Alpini di San Giorgio in Salici, di cui Parise era parte del direttivo, è sull’attenti. La porzione di gradini che conduce all’ingresso è un corridoio di divise gialle e arancioni e di gonfaloni alzati al cielo. Parise aveva vissuto tanti anni nella frazione di Sona prima di trasferirsi a Sandrà, ed era molto conosciuto. Era il suo darsi agli altri, nell’associazionismo come nel volontariato, ad averlo reso così noto. Il primo a lasciare un ricordo ai tantissimi presenti è don Roberto Tebaldi: «Questa chiesa piena è il segno di quanto Fernando fosse amato. Lascia un vuoto nel campo dell’associazionismo e del volontariato». E ancora: «Ha trasmesso a tutti la gioia di vivere. Era animatore, mi piace usare questa parola, e fondatore del volontariato». La commozione sale quando vengono lette prima la preghiera dell’alpino e le parole del presidente di Sos, Pierluigi Briggi, che non è potuto essere presente. «L’unico vero motivo per cui siamo tutti qui è il volontariato. Hai visto il Sos nascere e crescere, eri sempre presente in ogni occasione». È proprio riguardo il Sos che la lettera d’addio ricorda il ruolo centrale di Parise per la comunità: «La portavi nel cuore e nel palmo della mano. Eri ben voluto da tutti perché eri un animo buono». Ma c’è anche la protezione civile che si lega stretta a Parise. Era il 2004 quando Fernando, insieme ad altri volontari, si era impegnato per far nascere il nuovo gruppo. È stato un apripista anche in questo campo. A dare l’estremo saluto i volontari della protezione civile e soccorritori di vari gruppi di mezza provincia. Da Sona a Valeggio. Da Sommacampagna a San Giovanni Lupatoto, fino a Villafranca e San Bonifacio. Oltre a una delegazione arrivata da Padova. Parise, una vita spesa a lavorare per le Ferrovie dello stato, lascia la moglie Rita e la figlia Barbara. •

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