Moria e cimice killer del kiwi I problemi arrivano a Roma

Pianta di kiwi colpita da batteriosi
Pianta di kiwi colpita da batteriosi
VA.ZA. 23.01.2020

Coinvolgere il ministero delle Politiche agricole sull’emergenza della «moria del kiwi» che non ha mollato la presa nelle campagne del Villafranchese e del Basso lago. Questo l’obiettivo del vicesindaco con delega all’Agricoltura di Sommacampagna, Giandomenico Allegri, che nei prossimi giorni è atteso, insieme a una delegazione di rappresentanti di categoria e tecnici veronesi, in Commissione agricoltura del Senato per un’audizione. L’approfondimento sul prodotto è stato avviato su richieste presentate dai senatori Pd, Vincenzo D’Arienzo e Mino Taricco, capogruppo in Commissione. «Nell’ultima stagione agricola si è parlato soprattutto degli attacchi della cimice asiatica, che ha decimato i raccolti e colpito i frutteti. Dagli impianti di kiwi però nel frattempo non è ancora scomparsa la batteriosi che si propagò circa 10 anni fa e alla quale, dal 2014, si è unita la “moria”. In questo contesto, l’insetto alieno quindi ha provocato ulteriori danni», spiega Allegri che dal 2016 si interessa al tema. La «moria» nel frattempo si è estesa alle coltivazioni di Sommacampagna, Sona, Pescantina, Valeggio, Villafranca, Castelnuovo, Bussolengo, Pastrengo, Mozzecane e Lazise, dove si concentra circa l’80 per cento della produzione veneta di kiwi. La patologia ha iniziato a manifestarsi dal 2012; le conseguenze più gravi sono emerse a partire dal 2014: già quattro anni fa, colpì il 40 per cento dell’area di coltivazione. Dopo aver interessato la Regione, il gruppo di lavoro, con più amministrazioni comunali e la partecipazione dei direttori dei mercati dedicati alla produzione e vendita di prodotti agricoli, tecnici agronomi specializzati nella coltura dei kiwi e rappresentati di Coldiretti, Agrinsieme, Confcooperative Verona, hanno cercato di arrivare al Mipaaf, per chiedere attenzione e risorse per la ricerca. «In commissione porteremo conoscenze ed esperienze messe in campo per arginare la moria che si è manifestata anche in altre regioni», dice D’Arienzo, «e torneremo a chiedere l’istituzione di un centro di sperimentazione, a lungo sollecitato, necessario per non veder scomparire dalle nostre campagne uno dei prodotti caratteristici del territorio che ha ancora un mercato importante, capace di assicurare redditività agli agricoltori. Se la “moria” non sarà debellata, gli espianti saranno inevitabili», conclude Allegri. •