Progetto comunale Una rete scolastica per i figli di migranti

Valeria Zanetti 11.02.2020

Nelle scuole elementari e medie di Mozzecane due alunni su dieci sono stranieri. Sono i figli dei 1.146 residenti immigrati, su una popolazione totale di 7.831 abitanti. Nel paese, gli stranieri costituiscono già il 14,6 per cento. Tra i ragazzini che frequentano le scuole dell’obbligo, però, la percentuale sale. I 643 allievi iscritti alle elementari e medie dell’istituto comprensivo locale rappresentano il 20 per cento degli studenti, che hanno origini diverse e provengono da contesti familiari molto differenti. Per migliorare l’integrazione di questi futuri cittadini e delle loro famiglie il Comune, proprio partendo dallo studio dei numeri registrati dall’anagrafe, ha deciso di cambiare marcia. Nei giorni scorsi si è quindi insediato il Tavolo permanente previsto dal Patto di collaborazione per promuovere pratiche inclusive nel mondo scolastico. Approvato da giunta e consiglio d’istituto del comprensivo, il patto impegna i servizi sociali e bibliotecari del Comune, nel ruolo di coordinatore, l’istituto scolastico ed infine l’associazione Stanza delle Genti. È stato attivato il tavolo di cui fanno parte realtà pubbliche e private che si occupano di integrazione sul territorio, con l’obiettivo di far circolare le informazioni sui servizi già erogati, di stabilire quali attività organizzare nell’anno scolastico in corso e fissare le priorità in termini di utilizzo delle risorse, per coordinare gli interventi e facilitare le procedure amministrative per il raggiungimento delle finalità previste. «Ci proponiamo di creare una rete che si faccia carico di accogliere nel miglior modo possibile i nuovi alunni e le loro famiglie», spiega Cristina Giusti, assessore alla Scuola. «Il progetto nasce da un’idea di Stanza delle Genti, sviluppato a livello operativo e tecnico dai servizi del Comune», afferma Stefania Lovato, assistente sociale. «L’ente pubblico avrà il ruolo di coordinatore e facilitatore nel reperimento di risorse e idee che provengono dal terzo settore del territorio. Gli interventi sono articolati in rete e non calati dall’alto». •