L’orologio del tempo perduto è l’opera vincente di Emma

Emma Lucia Guarnieri e la sua opera Il tempo perduto
Emma Lucia Guarnieri e la sua opera Il tempo perduto
Lidia Morellato 29.01.2020

Il suo estro creativo ha sbaragliato un’ottantina di concorrenti provenienti da tutta l’Italia, incoronandola vincitrice del concorso New Design, per la sua capacità di lettura del linguaggio espressivo di Alessandro Mendini, definita dalla giuria «eccellente». È isolana, ha 18 anni e si chiama Emma Lucia Guarnieri, la studentessa del liceo artistico di Verona che, con il suo coloratissimo orologio a pendolo ispirato al grande architetto milanese, ha vinto la competizione nazionale promossa dal ministero dell’Istruzione per valorizzare la creatività e le eccellenze dei licei artistici italiani. Premiata a Roma, Emma Lucia è l’orgoglio della sua famiglia, della scuola che frequenta e del paese in cui vive. Sempre sorridente, commenta così la sua impresa: «Non me l’aspettavo proprio, ero già contenta con la sola esposizione dell’opera al Museo dei Fori Imperiali di Roma, ma la vittoria è indubbiamente una bella sensazione». Il tema del concorso era «Da cosa nasce cosa. Forma e funzione del passato nell’ottica del presente». Nella sfida artistica gli studenti dovevano concentrarsi su un designer del passato, studiandone il linguaggio progettuale che lo caratterizza, per poi utilizzare lo stesso per creare un nuovo oggetto. Per Emma Lucia, che fin da piccola «ama disegnare, fare e creare con le mani», non è stato difficile trasformare la fantasia in arte dando vita a un oggetto davvero speciale, che non è passato inosservato alla giuria esaminatrice. «Sono partita da un orologio a pendolo in stile barocco, linea spesso ripresa da Mendini, per poi estrarne le forme essenziali», afferma. «Ho eliminato i dettagli, dando più importanza al colore, elemento centrale nel linguaggio espressivo dell’artista». È talmente bello, nella sua essenzialità e nei suoi colori sgargianti, che sembra uscito da una favola disneyana, l’originale orologio creato dalla studentessa isolana che alla sua opera ha dato il nome di Il tempo perduto. «Ho scelto questo oggetto perché rievoca i temi del ricordo e dell’inevitabilità dello scorrere del tempo», aggiunge, «e ho dato questo nome per riprendere il titolo dell’opera di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto, che Mendini ha studiato per creare una delle sue opere più celebri: la poltrona di Proust». L’opera che gli è valsa il primo premio del Miur (altri due suoi compagni di classe sono stati segnalati) consiste in una borsa di studio del valore di 1.500 euro e la possibilità di fare un campus di tre giorni sull’educazione finanziaria a Torino. Emma Lucia, è una ragazza brillante che coltiva interessi e passioni. Studia, svolge attività scoutistica, ginnastica artistica e preferisce riempire il suo tempo libero disegnando piuttosto che stare ore al cellulare. Sul suo futuro ha le idee chiare: «Vorrei studiare design del prodotto al Politecnico di Milano perché in futuro mi piacerebbe creare degli oggetti, non solo da interni, che possono aiutare la gente, inoltre vorrei rendere accessibile il design a tutte le persone offrendo così la possibilità di godere della bellezza di un oggetto». •