È in costruzione la rotatoria della discordia

Il traffico nella zona vicina alla rotatoriaIl cantiere della rotonda in costruzione a Beccacivetta di Castel d’Azzano FOTO PECORA
Il traffico nella zona vicina alla rotatoriaIl cantiere della rotonda in costruzione a Beccacivetta di Castel d’Azzano FOTO PECORA
Giorgio Guzzetti 28.02.2020

La rotonda in costruzione in via Scuderlando, in corrispondenza della nuova grande lottizzazione, desta qualche preoccupazione e provoca critiche. Per qualcuno è inadeguata a smaltire il traffico pesante e le relative manovre. Condiziona, inoltre, in negativo, le scelte future del Comune per un’eventuale tangenziale. A farsi interprete del problema è l’architetto Alfonsino Dolci, per decenni consigliere comunale di minoranza, che ha inviato una lettera aperta a sindaco, assessori e consiglieri comunali, perché la nuova rotatoria evidenzia delle notevoli criticità relativamente al passaggio di mezzi leggeri e pesanti, sia per le ridotte dimensione della stessa, che per i ridotti raggi di curvatura, in ingresso e in uscita. Dolci, rifacendosi poi alle indicazioni del Prg, Piano regolatore generale e al Pat, Piano di assetto del territorio, osserva che la rotatoria in oggetto dovrebbe favorire l’inizio di un’ipotetica circonvallazione di Beccacivetta che sgraverebbe parte del traffico pesane dal centro abitato. «Nelle ore di punta in Beccacivetta transitano quasi 100 mezzi pesanti ogni ora, verificati personalmente qualche anno fa e che oggi sono aumentati», osserva Dolci. Le conseguenze sono inquinamento, polveri sottili, rumori; indispensabile deviare il traffico pesante dalla centrale via Scuderlando e convogliarlo in via Primo maggio, per questo la rotonda di 20 metri è inadeguata. Nella conclusione, Dolci sottolinea che il progetto della rotonda, per come è stato configurato, è un insulto agli strumenti urbanistici esistenti e al futuro centro abitato di Beccacivetta, perchè dovrebbe avere una dimensione minima di 30 metri, come sono le due realizzate in questo periodo a Vigasio. Interpellati in merito i consiglieri di minoranza Alessandro Testini e Sergio Falzi dichiarano: «Non abbiamo motivo di credere che l’opera non rispetti quanto previsto dalla legge, come è pure evidente che le rotonde, al contrario di altre soluzioni, per regolare incroci ed innesti stradali, aumentano la sicurezza di tutti specialmente pedoni e ciclisti. Tuttavia, in arterie importanti e trafficate possono costituire motivo di impedimento e ingorghi, per questo vanno valutate con molta attenzione. Sicuramente i tecnici hanno valutato questi aspetti. Sottolineiamo però che il problema va affrontato in modo più ampio e strutturale per deviare il flusso dal centro abitato e soprattutto diminuirlo in generale. Per questo, serve potenziare un trasporto alternativo all’auto attingendo anche a fondi statali ed europei. Bisogna arrivare ad un trasporto di massa a carattere provinciale, a biglietto unico, modello città metropolitana, dove spostarsi senza auto sia facile veloce e accessibile economicamente. È l’impegno del nostro gruppo Castel d’Azzano domani e Verona domani promuovere a tutti i livelli questo progetto». Pino Caldana, a nome anche dei consiglieri di minoranza Miriam Braggio e Veronica Morandini, continua: «La rotonda è stata approvata dal consiglio comunale del 2009, è ovvio che quando si trasferisce il progetto dalla carta, che tutti abbiamo visto, alla realtà, eventuali criticità emergono; un conto è fare come a Vigasio una rotonda in mezzo ai campi, un conto è farlo in un contesto molto urbanizzato come via Scuderlando. È una rotonda urbana che per la sua conformazione rallenta il traffico e aumenta la sicurezza di tutti, questo è importante». Più articolata la risposta del sindaco Antonello Panuccio: «Abbiamo chiesto ai progettisti di privilegiare la tutela delle persone anziché delle auto, pertanto sarà una rotonda che servirà principalmente a ridurre la velocità in via Scuderlando come richiestoci dai cittadini che vi abitano. Il progetto, comunque, non si esaurisce nella rotonda, ma comprende un marciapiede atteso da 50 anni, la realizzazione di nuovi parcheggi lungo la via e la creazione di un parco urbano da 7.000 metri con annessa area gioco: insomma una riqualificazione della zona. Riguardo all’ipotetica circonvallazione in via Primo Maggio, siamo proprio contrari, perché non risolve il problema, ma lo duplica: le due vie rimarrebbero sempre aperte al traffico. Va detto inoltre», continua il sindaco, «che dal 1999 ogni amministrazione che si è succeduta ha ritenuto, attraverso l’accordo di programma sottoscritto con la provincia di Verona, che la vera circonvallazione del paese sia la variante alla SS12, in quanto unica strada che veramente passa all’esterno dell’abitato e su cui sia possibile far transitare i mezzi pesanti non a ridosso delle case. Tutto il resto sono inutili palliativi che farebbero solo buttar via soldi pubblici del nostro Comune. Tengo a precisare infine», conclude Panuccio, «che l’edificabilità della zona di cui parliamo nasce nel piano regolatore 2002, sindaco Alessandro Testini, ed il progetto della rotonda è stato portato in consiglio comunale il 28 ottobre 2009, sindaco Franco Bertaso, con una rotonda di 20 metri, quindi più piccola di quella in costruzione e agli atti risulta che l’architetto Dolci, consigliere di minoranza, non ha votato contro e nemmeno è intervenuto per far valere la sua contrarietà. Prendo atto che ora ha cambiato idea». • © RIPRODUZIONE RISERVATA