Bufera sul bilancio del Comune in rosso

I consiglieri Gian Paolo Pighi e Gabriele Filippi Il sindaco Sara Moretto in Consiglio comunale
I consiglieri Gian Paolo Pighi e Gabriele Filippi Il sindaco Sara Moretto in Consiglio comunale
Luca Fiorin 15.05.2019

Il rosso nel bilancio del Comune, l’aumento delle tasse ed i benefici fiscali per i portatori di handicap infiammano la politica a Buttapietra. Gli esiti dell’ultimo consiglio comunale, in particolare l’approvazione del rendiconto della gestione del Comune nel 2018, hanno infatti iniziato da subito a produrre polemiche. «Il consuntivo relativo allo scorso anno si è chiuso con un passivo accertato di 319mila euro, che è dovuto ad una errata programmazione per quanto riguarda le entrate derivanti dalle imposte comunali, a dimostrazione che questa amministrazione è poco attenta ai conti», afferma Gabriele Filippi di Alternativa Civica. «Ora si capisce perché per quest’anno la maggioranza ha deciso di aumentare, in maniera decisamente consistente, le tasse», continua. Il consigliere spiega che nel bilancio di previsione 2019 è stato inserito un incremento degli introiti da imposte di 460.000 euro, che corrisponderebbe, secondo i suoi calcoli, ad un maggiore esborso di 65 euro per ogni cittadino. «Si tratta», aggiunge, «di un vero e proprio salasso, ed esso è stato deciso solo per sanare un debito e non per offrire servizi nuovi o migliori». Secondo Filippi c’è da preoccuparsi anche per il fatto che l’amministrazione ha deciso di accendere un mutuo di 650.000 euro per la costruzione della palestra. «In questo modo viene aumentato il disavanzo comunale e, viste le capacità che ha mostrato questa maggioranza sinora, c’è da stare poco sereni», sottolinea. D’altronde non hanno mancato di sollevare perplessità sulla chiusura in passivo del bilancio neanche Gianpaolo Pighi della lista Ritorniamo a fare, e il leghista Antonio Pegoraro. Come si diceva, questo è solo uno degli aspetti su cui le opposizioni hanno puntato le loro critiche. Per Renzo Giacopuzzi, Lega, c’è infatti anche un’evidente disparità nell’applicazione della tassa sugli immobili (Imu) e di quella sui rifiuti (Tari). Anzi, per essere più precisi, sulle riduzioni che sono possibili per i portatori di handicap. «Per quanto riguarda l’Imu tale beneficio è riconosciuto a tutti coloro che hanno un’invalidità certificata, a prescindere dalla gravità, mentre per la Tari tale situazione è riservata solo a coloro che hanno il massimo livello di handicap», spiega Giacopuzzi. «Io sono d’accordo che le riduzioni vengano attuate a favore di tutti i disabili ed invalidi, indipendentemente dalla gravità, ma in ogni caso c’è una disparità di regole che va sistemata», continua. Il consigliere, il quale aveva chiesto che da subito venisse previsto di modificare i regolamenti inserendo un impegno nell’approvazione dei verbali della precedente seduta, senza ottenere risultati, ora si dice pronto a presentare una proposta in forma scritta. «Depositerò una mozione», dice, «anche perché, considerato che l’Imu si paga solo sulle seconde case, di fatto le riduzioni riguardano solo poche persone con disabilità». «Il disavanzo è conseguente ad interventi di natura tecnica, che sono dovuti alle regole imposte dallo Stato, e non inciderà sull’attività amministrativa», replica Filippo Bertagnoli, l’assessore al Bilancio. «Il 50 per cento circa del passivo è dovuto al fatto che alcune voci positive risalenti agli anni scorsi, le più vecchie sono del 2009, ora non possono più essere poste in bilancio; l’altra metà, si tratta di 160mila euro, all’aumento degli accantonamenti volti a coprire eventuali mancati introiti, il cosiddetto fondo crediti». L’assessore, comunque, ci tiene ad evidenziare che «il passivo verrà ripianato, come attestano le relazioni dei revisori e dei tecnici, con i bilanci 2019 e 2020» e che tutto questo avverrà «mantenendo i servizi e realizzando, nel contempo, il completamento del nuovo municipio ed il palazzetto dello sport del polo scolastico». Quanto alle riduzioni di Imu e Tari per disabili ed invalidi, invece, egli non vede nessuna disparità. «Si tratta di imposte con regolamentazioni distinte», precisa. •

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