Tutto San Giorgio fa gli auguri a don Romano

M.F.26.06.2020

Domani la comunità di San Giorgio di Valpolicella festeggia i 65 anni di ordinazione sacerdotale di don Romano Fiorini. Nato a Bovolone nel 1931, don Romano è stato ordinato sacerdote nel 1955. La nomina a parroco di San Giorgio arriva nel 1992, dopo tanti anni in giro per la provincia. Dal 2006 si è ritirato nella sua casa a San Giorgio di Valpolicella, per don Romano luogo degli affetti. Don Alessandro Turrina, attuale parroco, dice: «Don Romano è parte di questa piccola comunità, nella quale vive da 28 anni; tantissimi matrimoni e battesimi ha celebrato in questa Pieve. È un anniversario importante». Roberto Zorzi, sindaco di Sant’Ambrogio: «Ringrazio don Romano Fiorini, a nome mio e dell’amministrazione, per la sua generosità, per essersi messo a servizio dei suoi parrocchiani e di tutti coloro che in questi anni sono arrivati da fuori paese. I turisti hanno trovato in lui una guida preparata che li ha accompagnati nella scoperta delle bellezze di San Giorgio così come le coppie arrivate qui per sposarsi». Beatrice Mariotto, direttrice della Scuola d’Arte: «saremo presenti per ringraziare don Romano soprattutto per il grande sostegno alla divulgazione dell’arte, della musica e del territorio. Quando era sacerdote a San Giorgio, gli allievi della scuola e tanti artisti veronesi trovavano spazio presso la collegiata per organizzare mostre. Ricordo alcuni eventi organizzati in pieve come il Concerto in Bronzo, con esposizione di opere d’arte dello scultore veronese Gino Bogoni, l’esposizione di tre incisioni originali del grande pittore tedesco Albrecht Durer. E poi concerti e registrazioni di tanti gruppi canori ed ensemble di musica classica, per non parlare della consegna del Premio Masi, tenutosi nel borgo per tanti anni o la proclamazione di cavalieri e dame dello Snodar, incontri didattici su argomenti più svariati, dalle cave all’ambiente». «Grande amico dell’architetto Libero Cecchini, è stato grazie a don Romano se la scuola d’arte ha potuto realizzare la laica Via Crucis dei Lapicidi. Per questo e per tanto altro lo ringraziamo». •