Salvati dall’intervento tempestivo

Dipendenti del salumificio e lavoratori delle aziende vicine sul piazzale durante l’emergenza   FOTO PECORA
Dipendenti del salumificio e lavoratori delle aziende vicine sul piazzale durante l’emergenza FOTO PECORA
Camilla Madinelli 21.06.2019

Incendio al Salumificio Coati, il giorno dopo l’emergenza e l’alta colonna di fumo nero nel cielo arrivano i provvedimenti comunali e continuano le verifiche dei vigili del fuoco. Il Comune di Negrar di Valpolicella ha emesso un’ordinanza, a firma del sindaco Roberto Grison, in cui si dichiara l’inagibilità di alcune parti del magazzino e degli uffici dell’azienda alimentare di Arbizzano, in via Leonardo da Vinci, in modo da salvaguardarne la sicurezza ma nel contempo di garantire la regolare attività di produzione. Sempre in municipio, inoltre, prosegue il filo diretto tra ufficio del sindaco e tecnici dell’Arpav, che confermano l’assenza di dati anomali o preoccupanti per la salute nell’analisi dell’aria. Dal comando di Verona, infine, i vigili del fuoco stanno procedendo con la raccolta dei dati necessari ad accertare le cause all’origine del rogo che mercoledì 19 giugno è divampato nella facciata del Salumificio Coati, la parte rivolta sulla strada tra Parona e Pedemonte nella zona industriale di Arbizzano. ORDINANZA DEL SINDACO. Ieri mattina la polizia locale negrarese e i tecnici comunali dell’Edilizia privata hanno eseguito un sopralluogo al salumificio. «Dopo la nota del comando provinciale del vigili del fuoco in cui sono stati evidenziati danni strutturali ad alcune parti dell’azienda», spiega Grison, «ci siamo mossi per valutare bene il caso e circoscrivere il più possibile le aree da rendere inagibili, con massima attenzione sia alla messa in sicurezza sia alle esigenze produttive». Dopo l’ispezione, l’ordinanza è stata preparata e infine firmata dal sindaco nella tarda mattinata di ieri. Nel documento viene dichiarata «l’inagibilità della porzione di stabile danneggiata dall’incendio, posta sul lato nord ovest e disposta su tre piani fuori terra e in particolare al piano terra nel vano adibito a cella - magazzino e nella porzione di fabbricato limitrofa adibita a spedizione e uffici, al piano primo nel piano adibito a riunioni e uffici, e al piano secondo dell’area adibita ad archivi, vani tecnici e terrazzi». Dopo aver definito le parti inagibili, il sindaco di Negrar ordina alla legale rappresentante della ditta, Beatrice Coati, e alla banca proprietaria dell’immobile, l’immediata chiusura di queste insieme a «l’esecuzione degli interventi finalizzati a eliminare eventuali situazioni di pericolo, la messa in sicurezza delle parti danneggiate al fine di garantire l’incolumità delle persone, la produzione di una perizia di idoneità statica dopo gli interventi e di una conformità degli impianti tecnologici». Nelle concitate ore di mercoledì, dopo l’allarme scattato verso le 13, Grison ha seguito a distanza quanto stava accadendo al salumificio per coordinarsi al meglio con forze dell’ordine e soccorsi. «Sul posto sarei stato di poca utilità, nel momento dell’emergenza», precisa. Ha preferito andare sul luogo nel pomeriggio, per incontrare i vigili del fuoco e la famiglia Coati «per portare anzitutto la mia solidarietà ai proprietari e ai lavoratori dell’azienda», conclude. CAUSE DELL’INCENDIO. Il rogo potrebbe essere partito da una bocca di lupo a terra, tra la parte adibita a uffici e il magazzino automatizzato: da lì le fiamme sarebbero salite in alto, attraverso l’intercapedine, intaccando prima le pareti e poi la copertura. Ma questa è solo una delle ipotesi al vaglio dei pompieri, come precisa l’ispettore antincendi dei vigili del fuoco Paolo Marchesini che mercoledì ha coordinato l’intervento in Valpolicella. «La cause sono in corso di accertamento, è presto per propendere per una o un’altra ipotesi», precisa. Dalle prime verifiche, però, Marchesini esclude che l’incendio possa essere partito dall’interno dell’edificio, a causa di manovre errate o di un cortocircuito. «L’interno del magazzino non è stato interessato dalle fiamme, che si sono propagate sulla facciata e sulle pareti esterne, vulnerabili perché ricoperte di materiale isolante necessario alla coibentazione, ma combustibile». A bruciare, insomma, sono stati i pannelli che compongono esternamente la struttura, tanto sulla facciata quanto sulla copertura. L’intervento tempestivo dei pompieri, con 10 mezzi, è stato fondamentale affinché la situazione non peggiorasse. Ma molto utile è stato anche, sottolinea Marchesini, l’impianto di spegnimento automatico di cui è dotata l’azienda. «In questi giorni», conclude l’ispettore antincendi, «acquisiremo una serie di informazioni, come le immagini del circuito di sorveglianza e le testimonianze dei lavoratori, per capire da dove l’incendio ha avuto origine». • © RIPRODUZIONE RISERVATA