«Questa è una vittoria della gente»

Roberto Grison con un gruppo di sostenitori al momento della riconferma
Roberto Grison con un gruppo di sostenitori al momento della riconferma
Camilla Madinelli 11.06.2019

La vittoria al ballottaggio per 74 voti, sul filo del rasoio, e la spaccatura tra le frazioni della parte nord - Prun e Fane in testa - e quelle della parte sud, trainate da Arbizzano. Come non si vedeva da tempo, in territorio negrarese. Sono i dati più evidenti che emergono dal voto che domenica, al secondo turno, hanno espresso 8.184 elettori, poco più della metà degli aventi diritto (in tutto 14.033) per un totale del 58,32 per cento. Il sindaco uscente Roberto Grison ha ottenuto la fiducia di 4.093 cittadini, tutti concentrati a Negrar capoluogo, Arbizzano, Santa Maria e San Vito. «Si è ricreata una spaccatura netta, come non si vedeva dagli anni Novanta», commenta Grison il giorno dopo la notte dello spoglio. «Ma io sarò al servizio di tutti, indipendentemente da percentuali e dislocazione dei voti». Il leghista Marco Andreoli, alla guida di una cordata di centro destra, si è fermato a 4.019 ma ha fatto incetta di voti in tutte le frazioni della parte altocollinare - Mazzano, Fane, Prun e Montecchio - a cui va aggiunta la vittoria a San Peretto e in due sezioni di Negrar e Arbizzano. Osservando i 15 seggi nei paesi, insomma, Grison ne conquista otto e Andreoli sette. Con gli ultimi tre da scrutinare proprio ad Arbizzano e Santa Maria, la notte scorsa, la coalizione civica di Grison era sotto di oltre 300 voti rispetto all’avversario politico della Lega, già forte delle vittorie «nordiste». Ma era presto per cantar vittoria. E infatti da quei tre seggi la squadra del sindaco uscente ha iniziato la rimonta «sudista». Gli ultimi dati sono arrivati dopo la mezzanotte dal seggio 8 di Santa Maria, quello in cui hanno votato anche i due candidati sindaci, divenuto alla fine il simbolo della riconquista del Comune da parte di Grison. «È stato un grande risultato, dal significato importante», continua il vincitore. È stata la vittoria, in pratica, del voto amministrativo e non politico, in un momento di grande forza della Lega. «Ha vinto la gente, prima dei simboli dei partiti», afferma il sindaco riconfermato. Sui pochi voti di scarto Grison, che cinque anni fa aveva vinto con il 62 per cento dei consensi sull’avversario Stefano Ceradini, taglia corto: «Il modo in cui si fa il sindaco non cambia a seconda della percentuale della vittoria», precisa. «Continuerò ad amministrare come ho sempre fatto, con attenzione, con impegno e grande disponibilità verso tutti». Anche verso le frazioni montane che, come emerge dai voti, volevano eleggere Andreoli? «Certo, l’attenzione verso territorio e persone non cambia. Ne abbiamo già dato prova con Prun. Qui la scorsa tornata elettorale avevamo perso, ma in questi cinque anni è stato fatto un grosso investimento: abbiamo riqualificato la scuola dell’infanzia, asfaltato la strada Vallecchia, abbiamo risolto la questione relativa all’ambulatorio del medico di base, ottenuto il finanziamento per la valorizzazione delle cave». A questo punto, però, non nasconde l’amarezza. «A fronte di tanto impegno profuso, lì abbiamo perso e non si capisce cosa voglia la gente», ammette Roberto Grison. «Siamo un popolo che dimentica, che non ricostruisce la storia, e questo mi amareggia». Lo sconfitto Andreoli, intanto, non ha tardato a congratularsi. «Mi ha telefonato subito per complimentarsi e il suo è stato un gesto di grande attenzione, l’ho ringraziato», prosegue il sindaco rieletto, per il quale «il vero confronto non sta tra comunismo e capitalismo, ma tra propaganda ed educazione». È un uomo di scuola, del resto, Grison. Un educatore con il pallino delle riflessioni e dell’ascolto. «Certi valori vengono prima di tutto», ribadisce, «la mia porta è sempre aperta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA