Colombare, gli scavi all’università

Scavi archeologici sul sito Colombare di Negrar di Valpolicella
Scavi archeologici sul sito Colombare di Negrar di Valpolicella
Stefano Joppi24.06.2020

Domenica sera di follia alla stazione dei treni del centro arilicense. Un gruppo di ragazzi della provincia di Brescia, in attesa di tornare a casa dopo una giornata sul Garda, prima irride con una serie di provocazioni due agenti della Polfer poi vi si scaglia contro quando uno del branco viene portato in ufficio per accertamenti. Tutta la scena è immortalata con i telefonini dagli stessi ragazzi e fatta circolare sui social quasi come un vanto. Immagini che mettono invece in risalto la pochezza e deriva sociale della decina di giovani tra i diciannove i vent’anni che per ammazzare il tempo, in attesa dell’arrivo del treno per Milano, decidono d’istigare le forze dell’ordine con battutine e commenti poco rispettosi del ruolo e delle divisa dei due agenti. I filmati messi in rete mostrano il momento del fermo di uno dei ragazzi, la corsa giù dalle scale che porta nel sottopasso, l’aggressione di un giovane contro un agente della Polfer mentre con il collega sta conducendo in ufficio il ragazzo precedentemente bloccato. Le voci e grida concitate si sovrappongono mentre, come una star, l’arrestato continua ad immortalarsi con il telefonino farfugliando di essere stato preso di mira per razzismo. I giovani sono italiani di origini magrebine. «È stato un attacco gratuito e inaspettato nei confronti dei nostri due agenti. E non si capisce nemmeno il motivo», commenta il dirigente della Polfer Maria Grazia Di Masi pronta ad elogiare il comportamento dei due uomini in servizio. «Si sono trovati da soli in mezzo ad un gruppo esagitato e sono stati bravi a non cadere nelle continue provocazioni. Il giovane fermato è stato denunciato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e poi lasciato libero di tornare a casa. Stiamo ora cercando d’identificare gli altri ragazzi che ben presto si sono dileguati appena sono arrivati in soccorso degli agenti una pattuglia della polizia di stanza a Peschiera». Nella colluttazione, uno dei due agenti della Polfer si è procurato una lussazione della spalla con una prognosi di otto giorni. Sulla vicenda dura la presa di posizione della sezione veronese del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) a firma del segretario generale provinciale Davide Battisti: «Un gruppo di ragazzi in attesa del treno ha ben pensato di agire artatamente, al solo fine di generare lo scontro con i poliziotti in servizio di vigilanza allo scalo ferroviario, dapprima utilizzando il pretesto di alcune riprese (peraltro illegittime) operate nei confronti degli operatori della Polizia di Stato per poi, una volta sottoposti alla richiesta di fornire le proprie generalità, porre in atto una mirata serie di atti di violenza nei riguardi degli agenti, finendo per fronteggiarli fisicamente e cagionando lesioni agli stessi che, solo grazie alla pluriennale esperienza e professionalità, hanno evitato che il vergognoso predeterminato assalto ordito da questi annoiati adolescenti in cerca di emozioni, degenerasse con ulteriori e peggiori effetti». Solidarietà al Siulp viene espressa anche dalla sigla sindacale del Sap (Sindacato autonomo di Polizia): «Trovo vergognosa la mancanza di rispetto verso coloro che indossano una divisa e rappresentano lo Stato», sostiene Nicola Moscardo segretario provinciale del Sap. «Alla stazione ferroviaria di Peschiera si è verificata tutta la difficoltà che incontrano le donne e gli uomini delle forze dell’ordine nello svolgimento del loro lavoro. Servono strumenti idonei a fermare intemperanze e più tutele legali per gli operatori di polizia. Altro che il declassamento dei reati di violenza e oltraggio a pubblico ufficiale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA