Spenta la carbonara
a Giazza, indenne
il porcospino «cucco»

V.Z.15.05.2019

GIAZZA. LA CARBONARA RESTITUISCE IL CUCCO-PORCOSPINO Con un giorno di anticipo è stata spenta anche la quarantesima carbonara di Giazza, accesa lo scorso lunedì da Nello e Giorgio Boschi ai Téldari, poco prima del paese. Una notte in meno per Giorgio da passare nel caratteristico capanno destinato ai carbonai, che con un occhio aperto nel sonno, controllano il processo per impedire che tutta la fatica di tagliare, trasportare e accatastare 50 quintali di legna finisca in fumo. Invece 6-7 quintali di carbone vegetale sono stati ricavati anche quest’anno e saranno utilizzati anche questa volta per rendere speciali i piatti grigliati, in particolare la trota, all’Osteria Ljetzan. Una bella sorpresa è stato anche il recupero intatto del porcospino di terracotta uscito indenne dalla carbonara. Nella sua scatola di latta, opportunamente coibentata con trucioli di legno, ha assunto la caratteristica colorazione nera delle ceramiche etrusche, opere di vasai che erano maestri in quest’arte. Come lo è Luca Fiorio che ha voluto creare per gli 84 anni di Nello un’opera originale e unica con i suoi cucchi, i caratteristici fischietti di terracotta di cui è diventato l’indiscusso artista. La cottura è stata perfetta e la colorazione omogenea: il peso della legna non ha deformato la latta e la scultura è uscita indenne e funzionante, con i suoi 84 aculei fischiettanti, uno ciascuno per gli anni che Nello si porta sulle spalle e che lo vedono ancora impegnato a coltivare le tradizioni della sua infanzia. 

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