Il vicesindaco «arruola» trenta signore del paese per cucire 450 mascherine

A sinistra, Lucina Benedetti
A sinistra, Lucina Benedetti
Renzo Cappelletti03.04.2020

La forza della solidarietà a Sant’Anna d’Alfaedo mette in campo 450 mascherine per la sua comunità, che andranno ad aggiungersi alle tante altre consegnate in questi giorni dai volontari e dalla Protezione Civile.

Una triangolazione composta dal Gruppo Alpini della Lessina Occidentale, da una trentina di signore e la sapiente coordinazione di Lucina Benedetti, vice sindaco del paese.

Grazie alla generosità degli Alpini, scarpe grosse ma con un immenso cuore, il Comune si è trovato in casa un quantitativo di stoffa necessario per la loro produzione di mascherine, quanto mai indispensabili.

Ed è qui che entra in gioco il vice sindaco, abile nell’individuare quelle signore del posto disponibili e pratiche con la macchina da cucire. Ma non solo, Lucina si sobbarca a proprie spese l’andirivieni tra una frazione all’altra per la consegna della stoffa, il suo ritiro e il deposito in un salone del Comune ,pronte per la distribuzione .Un su e giù continuo, affrontando con disinvoltura tutte quelle curve che conosce a memoria.

 

 

«Un mio personale grazie e quello del Comune va agli Alpini, alle signore promosse sul campo sarte qualificate e a coloro che sottovoce si prodigano per alleviare questa situazione sanitaria», è il pensiero di Lucina, che vuole aggiungere: «Quello che stiamo producendo sono mascherine in stoffa con interno Tnt ( tessuto non tessuto fatto di polimeri sintetici ,con una capacità di tenuta che va dal 96% al 100% ) e cucite a mano. Non è un presidio medico ma un mezzo di protezione quotidiano. È riutilizzabile, quindi lavabile a mano o in lavatrice e si raccomanda di lavare e disinfettare prima del suo utilizzo».