La Lessinia lunare gioca le sue carte

Paesaggio degli alti pascoli ritratto da Marco Malvezzi
Paesaggio degli alti pascoli ritratto da Marco Malvezzi
Vittorio Zambaldo 23.06.2019

Il paesaggio degli alti pascoli della Lessinia, quello situato sopra la linea delle ultime contrade abitate, dominato da pascoli e malghe, ha le caratteristiche per entrare nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico dove già sono riconosciuti, tra gli altri, le Colline di Conegliano Valdobbiadene, le Colline del Soave, la Fascia pedemontana olivata di Assisi e Spoleto e il Paesaggio della pietra a secco di Pantelleria o, ad esempio, alcune pratiche quali la transumanza e la Piantata veneta la caratteristica coltivazione di filari di vite sostenuti da alberi. La gestione di uno «Studio di fattibilità per la realizzazione di progetti di recupero, conservazione e valorizzazione del paesaggio rurale storico degli alti pascoli della Lessinia» è stata affidata a una associazione temporanea di scopo (Ats) che si è costituita davanti a un notaio con le firme di Daniele Massella, rappresentante dell’Associazione tutela della Lessinia (soggetto capofila), di Lorenzo Erbisti presidente dell’Associazione per la promozione e la tutela della pecora Brogna, dei sindaci dei Comuni di Bosco Chiesanuova, Erbezzo, Roverè, Sant’Anna d’Alfaedo, Selva di Progno e Velo, di Roberta Campara e Laura Giacopuzzi in rappresentanza delle rispettive società agricole Baito Jegher Campara di Roverè e Le Coste di Fosse. Nel 2012 il ministero delle Politiche agricole e forestali, vista l’importanza di procedere alla tutela e alla valorizzazione dei paesaggi storici e delle pratiche agricole tradizionali, aveva istituito l’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, e successivamente il «Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico». Partendo dai principi fondanti di preservare la diversità biologica e culturale del patrimonio rurale e di promuoverne lo sviluppo sostenibile, il 12 novembre 2015, su idea del perito agrario Giuliano Menegazzi, oggi coordinatore del progetto, con la collaborazione dell’architetto Chiara Zanoni, fu inviata al ministero una scheda di segnalazione con la proposta di iscrizione degli Alti pascoli della Lessinia in tale Registro. Il 27 maggio 2016 il ministero rispondeva che «l’area degli Alti pascoli è di sicuro interesse per il Registro, ma si ritiene necessaria una sua più accurata perimetrazione, perciò si propone di approvare la proposta di candidatura con le raccomandazione e- spresse nella Valutazione». In pratica un’approvazione con riserva in attesa che venissero fornite le documentazioni richieste, a cui le due associazioni lessiniche promotrici hanno posto mano nel 2017 con un dossier definitivo, tenendo conto sia delle integrazioni richieste, sia dei criteri di candidatura pubblicati sul sito della Rete rurale nazionale che riconducono a requisiti di persistenza, unicità e integrità del territorio preso in esame. Ne è nato un comitato organizzatore che aggrega alle due associazioni e alle due imprese proponenti anche i sei Comuni dell’Alta Lessinia, Ala e Avio per la Provincia di Trento e Crespadoro per quella di Vicenza, oltre ad esperti come il geografo Ugo Sauro, la studiosa di tradizioni locali Antonia Stringher e il dottore forestale Sebastiano Lucchi, l’Associazione dei proprietari delle malghe della Lessinia, il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese Dop, altre aziende agricole e agrituristiche e la Cassa Rurale Vallagarina. Compito dell’Ats è ora rilevare ulteriori caratteristiche del paesaggio degli Alti pascoli della Lessinia, quali l’integrità, la significatività, l’unicità, la persistenza, ma anche la vulnerabilità, l’assetto economico e produttivo e una valutazione storico ambientale. Un’analisi approfondita che potrà promuovere e incentivare sviluppi nel settore agricolo e turistico, oltre che un riconoscimento culturale e ministeriale del territorio, e che sarà portata avanti grazie anche alla collaborazione del Gal Baldo Lessinia. •

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