«Non aveva un lavoro e viveva con il reddito di inclusione»

L’abitazione di Sciacca  a Borgo Foldruna FOTO PECORA
L’abitazione di Sciacca a Borgo Foldruna FOTO PECORA
Nicolò Vincenzi 27.11.2019

Il cognome Sciacca, sul campanello, è scritto su un adesivo bianco piuttosto sbiadito. La casa a tre piani al centro del piccolo borgo di Foldruna, frazione a un quarto d’ora a piedi dalla piazza di Cerro Veronese, è uguale a tutte le altre. Niente che possa destare sospetti: un piccolo giardino davanti, una cantina con un cancello marrone sul retro. Sopra delle finestrelle rettangolari non consentono di vedere all’interno. Sulla strada principale, prima dell’incrocio che porta a Foldruna, c’è un negozio di alimentari con un ampio parcheggio. Proprio lì, all’alba di ieri, hanno fatto base le camionette della polizia e della Digos di Torino prima di scendere in quell’agglomerato di case, si contano su due mani, e arrestare l’anarchico Giuseppe Sciacca. In paese non era conosciuto. Praticamente nessuno, sentendolo nominare, riesce a dargli un volto. O meglio, riusciva. Il tamtam delle notizie online, infatti, è arrivato anche a Cerro. Ma, a guardarlo bene, è davvero difficile ricordarsi di averlo visto frequentare il paese. Una residente di Cerro racconta di averlo incrociato un paio di settimane mentre spiegava che avrebbe dato una festa dopo qualche giorno. Scusandosi per il rumore. E proprio sul retro della casa, di quella festa, ci sono ancora i segni: panchine e tavoloni da sagra sono sotto un tendone. «Stamattina (ieri, ndr) non mi sono accorta di niente», aggiunge la signora. «L’unica cosa che ho visto è stato del fumo alzarsi dalla frazione intorno alle 8», dice senza darsi una spiegazione. Il blitz, però, è scattato quando Cerro doveva ancora svegliarsi. Ma non è passato inosservato a tutti. «Stavo arrivando in paese, era molto presto, quando ho visto un camioncino degli artificieri e alcune camionette della polizia», dice l’ambulante Marco Perina mentre sistema le ultime cose sul suo camion dopo il mercato. «Mi è sembrato strano vederli qui. Ma non sapevo cosa fosse successo, tutti abbiamo pensato a qualcosa di grave», aggiunge. La stessa sindaca di Cerro, Nadia Maschi, spiega: «Qui non lo conosceva praticamente nessuno. Io non lo avevo mai visto se non oggi (ieri, ndr) in foto». E ancora: «So che i carabinieri erano in stretto contatto con lui. Io sapevo di questa situazione solo da un paio d’anni». Sciacca, originario di Catania, si era trasferito a Cerro da un po’. «Percepiva il Rei, il reddito di inclusione, ma non l’ho mai conosciuto di persona», prosegue il primo cittadino. Ieri, intanto, la notizia in paese si è diffusa creando anche preoccupazione e incredulità. «Sto ricevendo moltissimi messaggi sul telefonino», conclude Maschi, «mi chiedono informazioni e se si sapeva di questa presenza nella nostra comunità». •

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