Alti Pascoli, «inserire la Lessinia nel registro nazionale dei paesaggi rurali»

Entra nel vivo il progetto Alti Pascoli (foto Marco Malvezzi)
Entra nel vivo il progetto Alti Pascoli (foto Marco Malvezzi)
Vittorio Zambaldo 10.12.2019

Non un progetto di marketing, né turistico, ma di consapevolezza: su questa premessa si è sviluppata l’illustrazione al pubblico, per la prima volta, del progetto di iscrizione degli Alti Pascoli nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico. Si tratta di un’iniziativa promossa dall'associazione temporanea di scopo (Ats) Alti Pascoli della Lessinia, nata lo scorso maggio con l’obiettivo dell'iscrizione al Registro tenuto dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Ne fanno parte come fondatori due associazioni (Tutela della Lessinia, soggetto capofila e Associazione per la promozione e la tutela della pecora Brogna), i sindaci dei Comuni di Bosco Chiesanuova, Erbezzo, Roverè, Sant’Anna d’Alfaedo, Selva di Progno e Velo, e le società agricole Malga Campolevà di Sotto Baito Jegher di Roverè e Le Coste di Fosse, ma a loro si sono aggregati molti altri ampliando il confine su due regioni e tre province con la partecipazione di Ala e Avio dal Trentino e di Crespadoro dal Vicentino, tutti territori che geograficamente e culturalmente fanno parte della Lessinia.

 

«LA SPINTA IDEALE PER OGNI FUTURO APPROCCIO»

Introdotti dal giornalista Matteo Scolari, sono intervenuti in prima battuta il perito agrario Giuliano Menegazzi che dal 2015, con l’architetto Chiara Zanoni ha lanciato l’idea ed è coordinatore del progetto, e Sebastiano Lucchi, dottore forestale che guida il gruppo di esperti chiamati a completare un dossier tecnico, che sarà il cuore sul quale il ministero si confronterà per dare il proprio assenso all’iscrizione.

«Al di là del risultato che otterremo», ha precisato Menegazzi, «questo dossier dovrebbe essere la spinta ideale per ogni futuro approccio a questo territorio». Il lavoro dei professionisti è partito dalle foto aeree scattata dall’Istituto geografico militare di Firenze nel 1954, su un’area di 10.377 ettari che comprende la fascia degli alti pascoli, confrontandole con le foto aeree regionali del 2015 per riflettere su come sia cambiato il paesaggio in sessant’anni, «perché uno dei parametri fondamentali richiesti dal ministero è l’integrità», ha precisato Lucchi, ammettendo «un leggero avanzamento del bosco, «ma 8.705 ettari, cioè l’83,88 per cento, sono rimasti invariati».

 

«UN PATRIMONIO PER IL FUTURO»

«La tutela del paesaggio è sancita dall’articolo 9 della Costituzione», ha ricordato il sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti, «ed è una patrimonio da tramandare alle generazioni future. Ben venga questa iniziativa del Registro, ed è bene rimarcare che ci troviamo in proprietà private», concetto condiviso dall’assessore regionale Elisa De Berti, presente con il consigliere Stefano Valdegamberi, dal consigliere Cristian Brunelli, delegato della Provincia per le aree montane e da Luigino Lorenzin, assessore di Ala che si è detto pienamente d’accordo nel proporre e sviluppare il progetto di consapevolezza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA