Vicenzi finanzia il Centro anti Alzheimer

Il neurostimolatore elettrico installato al laboratorio della Pia Opera Ciccarelli a San Giovanni Lupatoto FOTO DIENNEGiuseppe Iannaccone
Il neurostimolatore elettrico installato al laboratorio della Pia Opera Ciccarelli a San Giovanni Lupatoto FOTO DIENNEGiuseppe Iannaccone
Renzo Gastaldo 12.02.2020

L’Ospedale San Raffaele di Milano, policlinico universitario di rilievo internazionale, apre un ambulatorio per la malattia di Alzheimer alla Pia Opera Ciccarelli. La sede del Polo Clinico Scientifico Neurologico (così si chiama l’ambulatorio) è stata realizzata nel Centro Servizi della la Fondazione Pia Opera Ciccarelli ed è interamente finanziata dall’industriale lupatotino Giuseppe Vicenzi. Nel Polo sarà possibile operare con un collegamento in teleconferenza con medici del San Raffaele (e vedere in contemporanea gli esami) e curarsi con la neurostimolazione al cervello. Le due importanti novità saranno annunciate venerdì in occasione del convegno Malattie degenerative e problematiche del fine vita-Aspetti medici e bioetici in programma nella sala conferenze Gambarotto della Fondazione. «Nel nuovo polo ambulatoriale, che al momento sarà a disposizione degli ospiti delle diverse residenze della Pia Opera Ciccarelli, sono collocati i macchinari diagnostico-terapeutici e la postazione di telemedicina connessa con l’ospedale San Raffaele di Milano», spiega monsignor Cristiano Falchetto, presidente della Fondazione Pia Opera Ciccarelli. «La nuova struttura è pensata per persone con patologie neurodegenerative, anche di particolare complessità, al fine di poter dare una risposta di qualità e di efficacia clinica in termini di diagnosi precoce, terapia e riabilitazione», aggiunge don Falchetto. «Il nuovo polo sarà gestito in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano, struttura multidisciplinare, tecnologicamente all’avanguardia, che ha ottenuto risultati tali da diventare il primo istituto di ricerca in Italia e un punto di riferimento in Europa per lo studio e la cura di molte patologie e per lo sviluppo di tecniche innovative. Con il San Raffaele è stata altresì concordata la formazione dei medici interessati e la possibilità di trasferimento presso la struttura di Milano di casistiche particolarmente gravi diagnosticate con la nuova strumentazione». «È un po’ come se un pezzo del San Raffaele fosse lì da voi e nelle stesso tempo le esperienze medica e umana della Pia Opera arrivassero direttamente qui a Milano», ha dichiarato il professor Sandro Iannaccone, primario dell’Unità di Riabilitazione Disturbi Neurologici Cognitivi-Motori del San Raffaele. «La demenza è malattia difficile da combattere e la prevenzione è una delle strade preferenziali assieme alla dieta e alla modesta attività fisica», ha spiegato ancora il medico milanese. «Nel polo della Pia Opera intendiamo svolgere specifiche visite neurologiche per individuare la malattia in fase iniziale e per applicare tecniche innovative come la neurostimolazione elettrica. La stimolazione viene trasmessa al cervello grazie all’uso di un caschetto e permette di riparare parzialmente i danni attraverso l’impiego dei neuroni superstiti». C’è anche la possibilità, attraverso un nuovo strumento chiamato Telecockpit, presente nel Polo, di attivare un sistema di videoconferenza integrata per la gestione dei dispositivi remoti con possibilità di eseguire la teleriabilitazione, il telemonitoraggio, il teleconsulto e lo streaming della diagnostica per immagini. Giuseppe Vicenzi, il munifico imprenditore che ha sostenuto interamente l’attrezzaggio del polo spiega così i motivi della sua decisione: «Ho provato personalmente cosa voglia dire assistere al drammatico ed inesorabile declino di una persona cara afflitta dalla demenza. L’Alzheimer è una malattia impietosa, affligge e deprime anche i famigliari con il senso di angosciante impotenza che genera nell’animo di chi assiste il malato». Continua poi Vicenzi: «Quando monsignor Falchetto mi ha illustrato il progetto di un polo dedicato ad assistere i malati di Alzheimer, in rapporto diretto con il San Raffaele di Milano, che ritengo una delle realtà più avanzate in Europa per questa patologia, ammetto che qualcosa dentro di me si è smosso e mi sono detto che l’iniziativa meritava il mio pieno sostegno finanziario». •