Sos dal Malawi: «Servono coperte»

Un serbatoio per l’acqua a Bakala
Un serbatoio per l’acqua a Bakala
09.03.2020

Renzo Gastaldo Suor Giovanna Tosi, missionaria lupatotina, per i suoi poveri del Malawi chiede coperte. Lo fa appellandosi ai volontari dell’associazione Punto Malawi, che la aiuta da 37 anni. «Penso alla nostra povera gente colpita dall’alluvione di gennaio», scrive suor Giovanna, «una delle zone in sofferenza è Ngona, una slum vicina alla zona industriale della capitale in Lilongwe. È parte della parrocchia St. Francis dove noi siamo presenti». In una notte, chi vive lì, ha perduto tutto. «È una tragedia», scrive suor Giovanna. I cristiani presenti nella parrocchia si sono mobilitati portando farina, piatti, pentole, vestiti, ma i bisogni sono tanti. «Hanno bisogno del nostro cuore grande per aiutarli a ripartire. Hanno bisogno delle nostre mani generose per ricominciare», aggiunge la missionaria. Che ha una richiesta specifica: «Vi chiedo in regalo una coperta, che qui costa 20 euro». Punto Malawi ricorda che si può anche fare un bonifico per il progetto «Una coperta per suor Giovanna». Questi gli Iban: IT41H0200859770000019466937 per il conto corrente bancario e IT58G0760111700000015771371 per il conto corrente postale, entrambi intestati a Punto Malawi, coordinatore Adriano Apostoli. Suor Giovanna è in Malawi orami dal 1983 ed è stata per 12 anni superiora della regione est africana delle canossiane, che comprende l’area dall’Egitto alla Tanzania al Kenia. Compiuto il suo doppio mandato come responsabile è tornata semplice suora e ora dirige la Bakkita School di Balaka, una cittadina del centro del Malawi. Quest’anno sono 36 anni che l’associazione Punto Malawi assicura il suo sostegno a suor Giovanna Tosi. Un aiuto partito nel 1984 quando viene attivato da volontari lupatotini il laboratorio di ottica . Nel 1986 viene inviato il primo container con macchine da cucire, macchine da scrivere e altre cose utili. Negli anni dal 1987 al 2017 sono stati spediti ben 17 container per le varie missioni di Balaka, Mangochi, Kanengo e altre, con materiali occorrenti per ospedali, sala operatoria per la maternità, asili, scuole, ostello per le ragazze ospitate nelle missioni, abitazioni per gli insegnanti. Poi è la volta della Bakhita School, una scuola superiore per ragazze realizzata ex novo. •