Lago di Garda, si getta in acqua dal pedalò e non riemerge: morto un 20enne

Le motovedette della Guardia Costiera alla ricerca del ragazzo scomparso il 25 giugno 2020
Le motovedette della Guardia Costiera alla ricerca del ragazzo scomparso il 25 giugno 2020
Gerardo Musuraca26.06.2020

Ennesima tragedia nelle acque del Garda. A pochi giorni dalla morte di una donna nelle acque a Pai di Torri del Benaco e del quinto polacco in tre anni a Tremosine in questa settimana, ancora il più grande lago d’Italia è diventato una tomba, stavolta per un giovanissimo nel Bresciano.

 

Un ragazzo di soli 20 anni nel pomeriggio di giovedì  è scomparso dopo essere uscito sul lago assieme ad altri quattro amici. Il giovane, originario della Costa D’Avorio, era uscito con un pedalò sulla costa antistante Desenzano e, a circa 100 metri dalla riva, si era gettato in acqua per rinfrescarsi senza più riemergere. Immediati sono scattati i soccorsi inviati dalla centrale della Guardia Costiera di Salò, che coordina i soccorsi di tutto il lago di Garda.

 

«Uno dei quattro amici del giovane ci ha allertato telefonicamente e c’è stata l’immediata attivazione del dispositivo di ricerca e soccorso da parte dell’unità della Guardia Costiera», hanno fatto sapere da Salò. Sul posto sono intervenute pochi minuti dopo sia la motovedetta Sar Cp 862 della Guardia Costiera, che un battello pneumatico, la motovedetta dei Vigili del Fuoco di Brescia, i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Milano e la squadra nautica di Bardolino, oltre ai subacquei dei Volontari del Garda. Le ricerche sono state effettuate anche tramite il Rov, un robot munito di telecamera che serve a scandagliare i fondali lacustri. Pure la Polizia Locale di Desenzano si è mobilitata per prendere informazioni e ricostruire la dinamica dei fatti in modo da individuare con certezza il punto in cui il ragazzo s’era lanciato in acqua.

 

Infine il ritrovamento, verso le 20.15 di giovedì sera, del corpo privo di vita del giovane della Costa D’Avorio ad appena 6 metri di profondità. Le prime ipotesi, al vaglio di chi indaga, parlano di possibile malore in acqua che potrebbe avere poi causato il decesso per annegamento o per arresto cardiocircolatorio poco dopo il tuffo. Il corpo è stato preso a bordo dall’unità dei Vigili del Fuoco di Brescia e, scortato dai mezzi della Guardia Costiera, è stato sbarcato al porto di Desenzano, a disposizione della autorità giudiziaria. 

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