Ci sono sempre meno residenti

A.SC.14.03.2020

I dati demografici al 31 dicembre 2019 confermano che il comune è in decrescita. La popolazione è diminuita di 75 unità. La popolazione al 31 dicembre 2019 era di 10.857 unità, contro i 10.932 residenti dell’anno precedente. In prevalenza sono maschi, 5.508, mentre le femmine sono 5.349; i minori sono 1844 (971 maschi e 873 femmine) e gli over 65 sono 2143 (981 uomini e 1162 donne). Le famiglie sono 4366, in aumento rispetto al 2018 quando erano 4328, dato che evidenzia l’incremento dei nuclei familiari, formati da una sola persona. I nati nel corso dell’anno sono stati 62 di cui 5 stranieri, contro i 74 del 2018 e i 105 del 2015. I morti sono stati 87, con un saldo «naturale» negativo di 25 unità. Gli iscritti nel corso del 2019, provenienti da altri comuni sono 306 (di cui 89 dall’estero), mentre 356 sono stati i cancellati, per trasferimenti, 13 i grezzanesi, o per altri motivi, quindi meno 50 unità. La distribuzione dei residenti è la seguente: Grezzana 5198, Lugo Valpantena 1836, Corso 145, Corrubio 136, Stallavena 1099, Alcenago 694, Azzago 629, Romagnano 595 e Rosaro 525, l’unico cresciuto nel 2019. STRANIERI. Diminuiti di 47 unità anche gli stranieri residenti nel Comune, sono 1054 (di cui 192 minori), rispetto a 1101 del 2018 e di questi la maggior parte, ovvero il 60 per cento (633 unità) sono Europei di cui 354 dalla Romania. Sono 421 gli extra comunitari: provenienti dall’Africa 331, di cui 143 unità dal Marocco; 70 persone dall’Asia (di cui 31 dallo Sri Lanka), due dall’Australia e 18 dagli Stati Uniti. IMPRESE. Sul fronte delle imprese, dalla su indicata ricerca comunale 1993 - erano gli anni del «Miracolo Economico» citando il concittadino Eugenio Turri - le aziende erano 792 e davano lavoro a 3040 dipendenti. Le industrie estrattive e per la trasformazione del marmo erano 91 e occupavano 836 dipendenti, seguiva il commercio con 201 ditte e 462 addetti, poi c’erano il tessile, le costruzioni e le altre attività artigianali. Dai dati elaborati dalla Camera di Commercio, al 30 settembre 2019, le ditte attive erano 1027, in diminuzione (meno 12 unità) rispetto al 2018, non sono indicati il numero degli addetti. COMMERCIO. A dicembre sono state abbassate, nel centro del capoluogo, altre serrande di negozi e gli sportelli di Unicredit e sulla porta di altri negozi c’è la scritta «affittasi» o «vendesi». Tra le molte motivazioni pare ci siano anche gli «affitti troppo alti». Purtroppo ogni negozio o servizio che chiude, impoverisce il centro e il tessuto sociale della comunità. Oltre a creare disagi agli anziani, una fascia in continua crescita. •