«Diedero fuoco all’azienda per riscuotere la polizza»

Lo stabilimento dopo l’incendioL’intervento dei vigili del fuoco alla Cidicierre srl alla Ferlina
Lo stabilimento dopo l’incendioL’intervento dei vigili del fuoco alla Cidicierre srl alla Ferlina
Camilla Ferro 05.02.2020

Cento litri di benzina sparsi per tutto il capannone, poi il fuoco appiccato da uno dei tre soci (tutti consenzienti), l’esplosione del tetto e l’incendio che solo il giorno dopo i Vigili del Fuoco sono riusciti a spegnere. Nella notte del 14 agosto del 2017, la Cidicierre srl - ditta produttrice di macchinari per lo smaltimento della plastica con sede alla Ferlina di Bussolengo - è stata completamente distrutta dalle fiamme. Ai Carabinieri della Compagnia di Peschiera è da subito sembrato chiaro che l’origine dell’incendio fosse dolosa e in fretta, nei giorni successivi, sono riusciti a risalire alle persone ritenute responsabili e a far partire l’inchiesta che le vede imputate: si tratta del legale rappresentante dell’azienda D.C. (residente a Verona) e dei due amministratori, M.B. di Sirmione e A.B. di Peschiera. L’obiettivo dei tre soci era quello, una volta dato alle fiamme il capannone, di ottenere il risarcimento da parte dell’assicurazione. I reati per i quali i tre sono finiti sotto processo, infatti, sono oltre all’incendio doloso, anche la frode assicurativa architettata ai danni delle Generali Italia con cui i tre imputati avevano appositamente stipulato una polizza un mese e mezzo prima dell’incendio (valore dell’immobile 800 mila euro, merce per 2 milioni e 300 mila euro). Ieri, nell’udienza di patteggiamento, il Gup Livia Magri ha deciso di rinviare a giudizio, il prossimo aprile davanti al giudice Laura Donati, D.C. legale rappresentante della Cidicierre; ha invece emesso sentenza di estinzione di reato per uno dei due amministratori, A.B., perchè nel frattempo deceduto, mentre per M.B. ha rinviato l’udienza per rivalutare il patteggiamento al prossimo 10 marzo. Il collegio difensivo dei titolari della Cidicierre è composto dall’avvocato Claudio Fiorini per il legale rappresentante, mentre per il socio deceduto è Apollinare Nicodemo e per l’altro amministratore è Filippo Vicentini. In quella notte di agosto di due anni e mezzo fa, avevano raccontato alcuni testimoni, c’era stato un forte boato sentito fino a Pescantina. L’alta colonna di fumo e l’odore acre del materiale bruciato, potenzialmente tossico, avevano fatto temere anche possibili pericoli per inquinamento dell’aria. •