«Supermamma»,
altri due indagati
per maltrattamenti

Germana Giacomelli della casa famiglia di Cavriana
Germana Giacomelli della casa famiglia di Cavriana
Adele Oriana Orlando 25.12.2019

Sconcerto e indignazione regnano a Peschiera del Garda dopo che è balzato agli onori della cronaca l’allontanamento dalla casa famiglia di Cavriana della «mamma d’Italia» Germana Giacomelli Brizzolari che, con il marito Gianpaolo Brizzolari, gestisce un forno proprio nel comune lacustre sulla sponda veronese.

 

La misura cautelare è stata eseguita dalla polizia di Mantova nella serata di sabato 21 dicembre, per maltrattamenti aggravati ai danni di ragazzi, in prevalenza minorenni e alcuni affetti da disabilità.

 

Nel mirino della magistratura sono finiti in tre, di cui due sono stati raggiunti dalla misura cautelare, Giacomelli e il collaboratore 25enne P.F. In quella casa famiglia attualmente sono presenti sette persone in affido, quattro adottate e due adulti. I bambini si trovano ancora lì, perché ciò che sarebbe stato messo in dubbio dalla magistratura non sarebbe la struttura, ma gli atteggiamenti verbali della signora e quelli del collaboratore.

 

Dopo i servizi delle Iene la Giacomelli aveva installato delle telecamere in casa per provare la sua innocenza e quella delle altre persone. Le intercettazioni che hanno portato a questo sarebbero partite proprio dai servizi televisivi dove la donna veniva accusata di maltrattamenti non solo verbali.

 

A Peschiera del Garda, ieri, pochi hanno voluto commentare la faccenda. Chi si è aperto di più rispetto agli altri, ha rivolto un pensiero ai bambini, prima di tutto. «Onestamente non conoscevo questa storia», commenta il sindaco Maria Orietta Gaiulli. «Non frequento l’attività di queste persone. Sono molto dispiaciuta per i bambini che hanno vissuto questa esperienza negativa e mi auguro che la loro situazione possa migliorare». Difficile commentare una vicenda di questa caratura, chi lo ha fatto era investito dall’incredulità che questa vicenda ha portato. «Quando ho saputo che avevano tutti quei bambini in affido ho pensato: “non è facile”», commenta una signora che il paese lo vive quotidianamente da molto tempo e che tanti di quei ragazzi li ha conosciuti.

 

«Non avevo idea di tutto ciò, li ho sempre ammirati, ho sempre pensato che stessero facendo un’opera grandiosa. Ne ho conosciuti diversi di quei ragazzi, ce ne sono tanti di bravi. Siamo ai livelli di Bibbiano a Peschiera del Garda? Poveri bambini». Una riflessione, quella di questa signora, fatta con la voce spezzata. Il silenzio ha avvolto il paese dopo aver appreso la notizia dal quotidiano L’Arena, eppure la notizia è in circolo da mesi. Dopo che le venne stato conferito il Biagino d’Oro 2019, la civica benemerenza cavrianese istituita nel 2017, dal sindaco di Cavriana Giorgio Cauzzi e dopo essere stata nominata dal presidente Sergio Mattarella tra i 33 «eroi delle Repubblica» bambini, oggi adulti, che hanno vissuto in quella casa, hanno raccontato in televisione di aver subito maltrattamenti. Da qui la scintilla che ha fatto aprire le indagini ancora in corso. •

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