«La Gardesana dimenticata»

Il luogo dov’è caduto Keon Van Keulen, 17 anni, morto nella notte tra il 20 e il 21 luglio
Il luogo dov’è caduto Keon Van Keulen, 17 anni, morto nella notte tra il 20 e il 21 luglio
Katia Ferraro 15.12.2018

«Come intende procedere la giunta Zaia per la messa in sicurezza della regionale 249 Gardesana Orientale?». Lo chiede in un’interrogazione il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Manuel Brusco. Con questa richiesta, intende «fare chiarezza sulle intenzioni del governo veneto riguardo l’importante arteria stradale del Garda, soprattutto a seguito degli ultimi fatti tragici, come l’ultimo in cui un giovane turista olandese è rimasto ucciso proprio mentre percorreva a piedi questa trafficatissima e pericolosissima arteria viaria». Il riferimento del consigliere dei Cinque stelle è rivolto alla morte del diciassettenne Koen Van Keulen, trovato senza vita nel rio Dugale a Pacengo il 23 luglio 2018. Il turista nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 luglio era caduto nel fossato a Pacengo dopo aver trascorso la serata in discoteca, perdendo la vita a causa dei gravissimi traumi riportati nella violenta caduta. Questa interrogazione nasce anche in seguito alla raccolta delle firme partita poco dopo la tragedia, in corso a tutt’oggi con l’attività dei promotori referenti dell’associazione familiari vittime della strada. Il primo pacchetto di firme, oltre diecimila, era stato consegnato in settembre ai sindaci di Lazise e Castelnuovo del Garda, chiedendo un impegno alle istituzioni. Fra i destinatari della petizione ci sono infatti anche la Provincia di Verona, la Regione Veneto, Veneto strade, il ministero dei trasporti e delle infrastrutture e il ministero dell’ambiente». Poi, però, la protesta dei residenti è stata avvolta dal silenzio. «Da quel momento non si è più sentito nulla», conferma il consigliere Manuel Brusco, «chiedo, quindi, alla giunta regionale di intervenire al più presto su un’arteria di competenza regionale. Nell’ultima legge di bilancio, votata pochi giorni fa, ancora una volta, per quel che riguarda le infrastrutture del Veneto, gran parte delle risorse a disposizione vengono dirottate per il completamento della Pedemontana veneta mentre per il resto della viabilità regionale rimangono le briciole». La ricetta dei Cinque stelle è ben diversa rispetto alle decisioni della giunta Zaia: «Sarebbe stato di gran lunga migliore dare la possibilità a Veneto strade», conclude ancora Manuel Brusco, «di poter realizzare tutti gli interventi per la messa in sicurezza della rete stradale di sua competenza piuttosto che congelare tutto a favore di un’opera colossale, che a suo tempo, si sarebbe dovuta costruire con risorse private». •

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