Morta Germana,
la «supermamma»
amata e discussa

Germana Giacomelli della casa famiglia di Cavriana
Germana Giacomelli della casa famiglia di Cavriana
13.02.2020

È morta Germana Giacomelli, 72 anni, la supermamma di Cavriana che nella sua comunità a Bande, sulle colline moreniche, nel Mantovano, aveva accolto in cinquant’anni più di cento ragazzi problematici.

La donna, che dal dicembre scorso era stata allontanata dalla comunità dopo che la procura di Mantova aveva aperto un’inchiesta su presunti maltrattamenti avvenuti all’interno della comunità (se ne erano occupate anche «Le Iene»), era stata colta da malore venerdì scorso nella casa dove si era trasferita. Martedì pomeriggio il decesso in un ospedale della zona dove era stata ricoverata. Il funerale sarà celebrato domani alle 10 nella chiesa parrocchiale di Pozzolengo, comune dove la famiglia di Germana ha una casa. Giacomelli, originaria della Valtrompia, ha avuto cinque figli dal marito Gianpaolo Brizzolari (che ha una nota panetteria a Peschiera) e otto ne ha adottati.

Nel corso della sua attività ha accudito anche altri 121 ragazzi che le erano stati affidati dai vari Tribunali, come Brescia, Milano e Venezia.

 

Nel 2018 era stata premiata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per aver «dedicato tutta la sua vita all’accoglienza e all’inclusione di minori in condizioni di disagio e di abbandono».

 

 

L'INDAGINE

Poi l'indagine, basata anche su un'inchiesta de «le Iene»: erano stati cinque ragazzi che una volta erano stati suoi ospiti, oltre a una ragazza che ancora si trovava in casa famiglia e ad un’ex collaboratrice, a rivolgersi alla trasmissione.

L’indagine aveva suscitato sconcerto e indignazione a Peschiera dopo che era balzato agli onori della cronaca l’allontanamento dalla casa famiglia di Cavriana della «mamma d’Italia». La misura cautelare era stata eseguita dalla polizia di Mantova per maltrattamenti aggravati ai danni di ragazzi, in prevalenza minorenni e alcuni affetti da disabilità.

Nel mirino della magistratura sono finiti in tre, di cui due sono stati raggiunti dalla misura cautelare, Giacomelli e il collaboratore 25enne P.F. In quella casa famiglia attualmente sono presenti sette persone in affido, quattro adottate e due adulti. I bambini si trovano ancora lì, perché ciò che sarebbe stato messo in dubbio dalla magistratura non sarebbe la struttura, ma gli atteggiamenti verbali della signora e quelli del collaboratore. Dopo i servizi delle Iene la Giacomelli aveva installato delle telecamere in casa per provare la sua innocenza e quella delle altre persone.

Le intercettazioni che hanno portato all’indagine sarebbero partite proprio dai servizi televisivi: la donna veniva accusata di maltrattamenti non solo verbali. Dopo che le venne stato conferito il Biagino d’Oro 2019, la civica benemerenza cavrianese istituita nel 2017, dal sindaco di Cavriana Giorgio Cauzzi e dopo essere stata nominata dal presidente Sergio Mattarella tra i 33 «eroi delle Repubblica» bambini, oggi adulti, che hanno vissuto in quella casa, hanno raccontato in televisione di aver subito maltrattamenti.