Documento nascosto nella canna dell’organo

L’organo di Cassone: il restauro ha portato alla scoperta del cartiglio
L’organo di Cassone: il restauro ha portato alla scoperta del cartiglio
Emanuele Zanini 18.01.2020

L'organo realizzato alla fine del Settecento dall'organaro veronese Girolamo Zavarise (1746-1824) e custodito nella chiesa dei santi Benigno e Caro di Cassone torna a rivivere dopo un accurato restauro, durato oltre un anno. Ma durante le fasi della profonda riparazione del monumentale strumento realizzato dalla fabbrica artigiana Michelotto, si è scoperto che dietro al manufatto si nascondeva una storia sorprendente e misteriosa. I restauratori, quando hanno smontato i vari pezzi, in una canna del registro del contrabbasso, hanno trovato un cartiglio datato 1799, lo stesso anno di costruzione dell'organo. Nel documento, incollato sul fondo della canna, si spiega come il prezioso oggetto del Zavarise era stato costruito a memoria della drammatica e contemporanea battaglia di Magnano, che si era svolta il 5 aprile proprio di quell'anno nelle campagne di Buttapietra tra l'esercito austriaco comandato da Paul Kray von Krajowa e quello francese diretto da Barthélemy Louis Joseph Schérer. La battaglia, parte della guerra della Seconda coalizione antifrancese (1799-1802), lasciò sul campo tra i dodicimila e i quindicimila morti e terminò con la vittoria austriaca, segnando l'inizio di una fase in cui le truppe austro-russe riuscirono a cacciare i francesi da buona parte dell'Italia. Alcuni dettagli dello scontro bellico sono citati in quel prezioso foglio, ancora in ottimo stato dopo 220 anni, e in cui sono citate le persone che, si legge, «vigilanti e fervorose pressidevano (presiedevano, ndr) a quest’opera così particolare ed insigne». Tra questi c'erano il parroco di allora a Cassone, don Carlo Palladini, che assieme ad altri fedeli cassonesi, aveva vigilato sullo strumento musicale, cui la comunità, che aveva finanziato direttamente l'opera, teneva molto. Il cartiglio non è stato toccato ed è stato deciso di lasciarlo lì dov’era. Non si conoscono con precisione i motivi per cui sia stato deciso di inserire quel documento in quella singolare posizione. Forse, qualcuno sostiene, per farlo tramandare intatto ai posteri. E così è stato. Inoltre esiste una curiosa testimonianza orale che si tramanda da molto tempo e che è ripresa nel libro di Alessandro Casula, organista ed esperto del settore, che racconta i dettagli del restauro conservativo dell'organo, finanziato da un privato, malcesinese. Lo scrittore ripercorre tutte le fasi del delicato recupero dell'organo, inutilizzato da almeno sessant'anni e rimasto per anni in un pessimo stato anche a causa di profonde manomissioni. Ma ricorda anche come la tradizione dica che l’organo di Cassone fosse stato costruito per il duomo di Trento e che durante il suo trasporto sul lago di Garda con un bragozzo, l’imbarcazione venne sorpresa da una bufera e costretta a fermarsi nel golfo della Val di Sogno. Così i Cassonesi, che avevano bisogno di un organo, lo comprarono. Per celebrare la «resurrezione» dell'organo Zavarise, corredata dalla sua incredibile storia, è stato creato un evento ad hoc, in programma oggi alle 20,30 nella chiesa di Cassone. Per l'occasione è stato invitato l'organista Marco Ruggeri che suonerà per primo, dopo diversi decenni di inutilizzo, il «gioiello» della chiesa. Il coro «Le voci dell'Aril», invece, eseguirà cinque brani. Nel corso della serata – cui parteciperà la comunità malcesinese, da sempre legata allo strumento, l'amministrazione comunale, dal sindaco fino all'assessore Roberto Furioni che ha seguito in prima persona l'iter del restauro, oltre a varie autorità istituzionali – verrà donato anche il libretto realizzato da Casula (150 le copie iniziali a cui in seguito se ne aggiungeranno altre 350). Il concerto non rimarrà un evento isolato. L'idea della parrocchia e del Comune, infatti, è quello di organizzare regolarmente altre esibizioni con l'organo, messo a disposizione di chi vorrà suonarlo anche durante le messe. •