Tetto crollato, resta chiusa anche la banca

Le ex scuderie di villa Alberti a Pacengo dov’è avvenuto il crollo del tetto
Le ex scuderie di villa Alberti a Pacengo dov’è avvenuto il crollo del tetto
Katia Ferraro 28.11.2019

Hanno trascorso un’altra notte fuori casa le dieci persone che abitano in piazza a Pacengo, frazione di Lazise, nell’edificio confinante con le ex scuderie di Villa Alberti, struttura agraria ottocentesca da tempo in disuso che nella notte tra lunedì e martedì è stata interessata dal crollo di una porzione di copertura. Lo sgombero degli appartamenti confinanti è stato disposto martedì sera con un’ordinanza del sindaco Luca Sebastiano, che ha preso questa decisione in via precauzionale dopo le valutazioni effettuate con i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale. A dividere le ex scuderie dall’edificio residenziale c’è infatti solo uno stretto cavedio e il timore è che l’eventuale crollo del muro perimetrale, che presenta diverse crepe, colpisca le case vicine. Sette persone sono state ospitate in un albergo a Colà, mentre le altre – tra cui un anziano – sono state ospitate da familiari. Chiusa per lo stesso motivo, con nastri bianchi e rossi e copia dell’ordinanza affissa sulla vetrata d’ingresso, anche la filiale della Banca popolare di Verona. L’implosione del tetto è stata causata dal cedimento delle travi in legno, deteriorate da infiltrazioni d’acqua e dalla proliferazione di funghi, come è stato possibile appurare durante le prime verifiche sul posto. «Abbiamo sentito un botto tremendo, erano quasi le 4 di mattina», racconta Peter Taccardi, che vive assieme alla moglie e ai loro tre figli di dieci, quattro e tre anni in uno degli appartamenti evacuati. «Subito», prosegue, «abbiamo pensato a un terremoto, ma i lampadari non si muovevano. Per fortuna i bambini non si sono accorti di nulla. Ho cercato informazioni su internet, c’erano le prime notizie sul terremoto in Albania che era avvenuto proprio a quell’ora, ma mi sembrava assurdo si fosse avvertito fino a qua. Ho guardato fuori dalla finestra, non c’era nessuno in strada e non capivo cosa potesse essere successo». Il boato, riferisce Taccardi, è stato preceduto da qualche rumore sospetto, tant’è che lui e la moglie prima del forte rumore sono arrivati a pensare che qualcuno stesse tentando un colpo in banca. Cos’era davvero accaduto lo hanno scoperto all’alba andando sul balcone di casa, che si affaccia sulla porzione delle ex scuderie dove è avvenuto il crollo del tetto. È stato Taccardi a chiedere un sopralluogo ai vigili del fuoco, percependo il pericolo di altri crolli. «Il disagio di vivere fuori casa c’è, ma almeno i bambini l’hanno presa come una vacanza. Speriamo solo non sia una cosa lunga», auspica. L’inagibilità dei locali è stata protratta per tutta la giornata di ieri e anche per oggi, in attesa della valutazione sulle condizioni delle ex scuderie che la proprietaria (una discendente della storica famiglia Alberti, residente a Bologna) ha affidato a un ingegnere strutturista dopo il sopralluogo effettuato ieri mattina dal comandante della polizia locale Massimiliano Gianfriddo assieme al figlio della proprietaria e all’architetto Igor Pilla, professionista incaricato di seguire il progetto di restauro conservativo del fabbricato che nei secoli scorsi ha ospitato cavalli, ma anche botti di vino e bachi da seta. Il progetto, riferisce l’assessore all’Urbanistica Barbara Zanetti, deve ancora essere presentato ufficialmente in Comune, ma l’accaduto di questi giorni porta inevitabilmente ad accelerare le tempistiche e la risoluzione di altri problemi collaterali dovuti allo stato di abbandono del fabbricato e dell’area circostante. Problemi da tempo segnalati da chi abita vicino: vegetazione infestante, cattivi odori, proliferazione di piccioni e anche di topi, motivo per cui un paio d’anni fa fu necessario attuare una disinfestazione. Nel frattempo, per evitare che nell’immediato si verifichino ulteriori crolli, si sta valutando la possibilità di demolire un’altra porzione di copertura, decisione che verrà presa in seguito al sopralluogo con l’ingegnere strutturista fissato per oggi. •

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