«Fare il giardiniere era la sua passione»

L’area a Cavaion dove stava lavorando Gaspari
L’area a Cavaion dove stava lavorando Gaspari
Katia Ferraro 16.01.2020

Walter Gaspari era appassionato del suo lavoro di giardiniere, che svolgeva da oltre vent’anni: aveva iniziato alle dipendenze di un vivaio e poi si era messo in proprio aprendo una ditta individuale. Lavorava da solo ed era riuscito a costruirsi un buon giro di clienti. Chi lo conosce lo descrive come un professionista attento e scrupoloso anche dal punto di vista della sicurezza personale. Anche per questo la notizia della sua morte improvvisa, avvenuta martedì mattina mentre stava potando degli alberi in un podere privato di Cavaion Veronese, ha lasciato il paese di Lazise attonito. Da Lazise Gaspari non si era mai allontanato: era nato qui 46 anni fa e qui viveva con la figlia Arianna, ventenne, che lavora come pasticcera a Calmasino e dopo la separazione dei genitori aveva deciso di stare con il padre. Oltre a lei lascia quattro sorelle, i genitori Margherita e Vittorio e numerosi cugini. Era cresciuto in una famiglia di origini contadine, da cui aveva appreso l’amore per la terra e la cura del verde. Ieri il suo furgone cassonato con a bordo gli attrezzi del mestiere era parcheggiato davanti alla villetta a schiera in cui abitava, confinante con quella dei genitori. All’interno della casa i familiari erano chiusi nel dolore. La dinamica dell’incidente mortale è stata confermata dai carabinieri intervenuti sul posto: Gaspari è stato folgorato da una scarica elettrica dopo aver toccato inavvertitamente un cavo dell’alta tensione. I primi accertamenti svolti confermano anche che l’artigiano si era accorto della presenza dei cavi e aveva posizionato il camion con il cestello elevatore in maniera corretta per evitare i fili elettrici, toccati accidentalmente con il tagliarami telescopico che stava usando per arrivare più in alto. Un uomo mite e riservato, dedito al lavoro e alla famiglia: così lo ricordano parenti e amici. «Sempre col sorriso», sottolinea Gaetano, suo amico d’infanzia, che come Gaspari è giardiniere. «Ci vedevamo spesso alla mattina mentre facevamo carburante ai nostri furgoni, prendevamo un caffè insieme. Quello che è accaduto può essere stata solo una svista, perché lui era molto cauto e meticoloso, non faceva mai nulla di azzardato», aggiunge l’amico, «forse gli è scivolato lo svettatoio dalle mani, nel nostro lavoro ci sono molti rischi». «Era un buono, una persona semplice e molto riservata, frequentava poco il paese», dice Simone, cugino della vittima. Cordoglio da parte del sindaco di Lazise, Luca Sebastiano: «Non lo conoscevo di persona, ma sono molto dispiaciuto per questo sfortunato avvenimento. A nome di tutta la comunità esprimo ai familiari la vicinanza al loro dolore». Ieri la salma era ancora all’ospedale di Borgo Roma, dove era stata trasportata martedì per effettuare un esame esterno delle ferite. Con ogni probabilità sarà consegnata oggi alla famiglia che potrà stabilire la data del funerale. •

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