Molestava la ex aiutato dalla mamma

Un’immagine simbolica di violenza su una donna
Un’immagine simbolica di violenza su una donna
V.R.15.02.2019

I carabinieri di Sirmione hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un 39enne di Pozzolengo, in provincia di Brescia, per «maltrattamento in famiglia e lesioni» ai danni della ex fidanzata. Una brutta storia di minacce, percosse, intimidazioni che è andata avanti per più di tre mesi, fino al via libera della magistratura a intervenire con la carcerazione. Per sfuggire alle ripetute vessazioni, la ex compagna del 39enne aveva posto fine al rapporto e si era trasferita a Lazise, lasciando la casa di Sirmione dove la coppia aveva convissuto. Ma questo allontanamento non era stato sufficiente a impedire all’ex fidanzato di venire a perseguitarla anche nella nuova abitazione sulla sponda veronese del Garda, arrivando persino a prendere a martellate porte e finestre, in un crescendo di violenza e di paura. L’attività vessatoria, le minacce e alcuni episodi di percosse sono stati ricostruiti nelle denunce che sono state presentate ai carabinieri dalla donna, vittima anche di molestie telefoniche e dell’invio di fotografie che raffiguravano coltelli e proiettili d’arma da fuoco. I carabinieri hanno anche scoperto che il molestatore era addirittura, così è scritto nella nota diffusa dagli uffici dell’Arma, «coadiuvato da sua madre», che per questo motivo è stata a sua volta destinataria di un’ordinanza di divieto di avvicinamento alla vittima. L’incubo per questa signora venuta a vivere a Lazise aveva avuto inizio lo scorso novembre proprio a Sirmione, dove la coppia inizialmente conviveva, e dove dopo poco le prime denunce erano state fatte ai carabinieri della stazione del paese. I militari hanno quindi potuto seguire la rapida e drammatica degenerazione del rapporto tra i due; sono stati avvisati di quando questo è terminato e anche del trasferimento a Lazise della vittima, sempre informati anche delle nuove e ripetute violenze che l’hanno raggiunta anche nel paese scaligero. Troppo: situazione davvero pericolosa. Sulla base delle denunce raccolte quindi, i militari hanno alla fine potuto eseguire l’ordinanza di custodia cautelare e condurre il 39enne in carcere. •

1 2 3 4 5 6 >