Anche il reduce centenario al Sacrario in onore ai caduti

Un momento del raduno provinciale al Sacrario a Ferrara di Monte BaldoIl centenario Cesare Chiaffoni
Un momento del raduno provinciale al Sacrario a Ferrara di Monte BaldoIl centenario Cesare Chiaffoni
M.R.14.07.2019

L'annuale raduno provinciale al Sacrario del Baldo in onore ai caduti in tutte le guerre dei 98 Comuni veronesi, continua ad attirare centinaia di persone in uno scenario spettacolare. Non c’è mai retorica in questo monumento a cielo aperto dove, tra gonfaloni e tricolori, riflettere su libertà, democrazia e pace è un dovere «soprattutto per far conoscere ai giovani il sacrificio, pagato spesso con la vita, che questi valori hanno comportato», ha detto davanti a una distesa di sindaci, amministratori e associazioni d'arma e militari, il cavalier Giancarlo Rama, presidente dell'Associazione sacrario del Baldo, organizzatrice dell'incontro. Il presidente del Veneto Luca Zaia, impossibilitato a presenziare, ha mandato il suo saluto: «È un dovere ricordare per non commettere più gli errori del passato e rammentare a tutti l'importanza della pace». Un pensiero ribadito dal presidente della Provincia Manuel Scalzotto, presente all'evento: «Si fa memoria per tutelare la vita, guardando al sacrificio di chi ci ha fatto dono della pace». Al proposito ha parlato da sola la presenza in prima fila del centenario di Vago di Lavagno Cesare Chiaffoni, reduce di guerra: combattè in Libia, Egitto e Tunisia prima di conoscere la prigionia in Algeria. L'ex combattente ha seguito la cerimonia apprezzando sia il picchetto d'onore del comando delle Forze operative terrestri di supporto di Verona che la storia dell'Inno d'Italia, suonato dalla Fanfara dei bersaglieri di Marostica, e ricostruita dal tenente colonnello Amedeo De Maio. Il presidente provinciale dell'Ancr, grande ufficiale Bruno Buratto, ha invitato a «trasmettere ai giovani i valori della Patria», ricordando anche i recenti atti vandalici al sacrario dove «il tricolore è stato oltraggiato da chi non conosce il suo valore». L'attenzione è stata portata sui ragazzi anche da don Roberto Oberosler, cappellano dell’Ancr, durante la messa: «I caduti hanno fatto come il Figlio di Dio che ha dato sé stesso per noi, e i giovani, futuro dell'Italia, devono rendersene conto». Ad ascoltarlo c’erano parecchi giovanissimi sindaci dei consigli comunali dei ragazzi con fascia tricolore, vicini ai primi cittadini dei loro paesi. Ha destato commozione Giulia, una studentessa universitaria, leggendo la preghiera del Sacrario, pronunciata per la prima volta in questo luogo da una voce femminile davanti anche a diverse donne in divisa militare. Rama ha rivolto l'ennesimo accorato appello ai presenti di aiutare l’associazione a sostenere le spese per completare il restauro del sacrario, : «I nostri volontari non si tirano indietro, ma i materiali costano e solo con l'aiuto di tutti possiamo farvi fronte». •