Treni, finito lo stress per gli studenti

La stazione ferroviaria di Peri utilizzata dai ragazzi che studiano in Trentino
La stazione ferroviaria di Peri utilizzata dai ragazzi che studiano in Trentino
Gerardo Musuraca 21.06.2019

«Dal prossimo anno scolastico gli studenti di Dolcè, Brentino, Peri e della Valpolicella che studiano in Trentino non avranno più il problema di dovere scendere di corsa dal treno per obliterare il biglietto e neanche quello dell’abbonamento più caro». Lo conferma il consigliere provinciale della Lega Nord di Trento, Alessia Ambrosi. L’esponente della maggioranza guidata dal presidente Maurizio Fugatti ha annunciato la decisione della giunta provinciale trentina, visto che si era occupata personalmente della vicenda che si trascinava da diversi anni. Ma qual è il problema per gli studenti veronesi che studiano in Trentino? Tutto era partito da un'interrogazione presentata dall’allora consigliere provinciale di minoranza e oggi presidente della giunta del Trentino, Maurizio Fugatti. «Decine di studenti di Dolcè e Brentino Belluno, ma pure della Valpolicella, che studiano in Trentino sono costretti ogni giorno a scendere dal treno per ritimbrare il biglietto una volta usciti dal Veneto. Con i rischio concreto di perdere il treno, prendere multe e, comunque, con un disagio garantito», aveva scritto Fugatti. «Sempre più ragazzi veronesi», aveva proseguito, «frequentano gli istituti scolastici di Rovereto e Trento. Hanno diritto ad avere il badge settimanale, mensile o annuale per poter fruire del servizio di trasporto pubblico, e quindi anche delle agevolazioni sul piano tariffario». Chi sale alla stazione di Peri, però, paga prima la tratta Peri-Borghetto e, dopo, utilizza l'abbonamento scontato, rilasciato dalla Provincia di Trento. Deve perciò scendere alla stazione di Borghetto per obliterare perché altrimenti rischia la multa. I tempi di fermata in stazione sono però minimi, e così capita che gli studenti perdano il treno o lo zainetto, lasciato in carrozza per fare più in fretta a salire e a scendere. Anche il consigliere comunale di Dolcè, Ivan Castelletti, aveva seguito il caso e aveva presentato un’interrogazione come pure i consiglieri regionali Andrea Bassi, Giovanna Negro, Stefano Casali e Maurizio Conte. Ora però la musica sembra destinata a cambiare. «La delibera approvata dalla giunta provinciale trentina», ha spiegato la Ambrosi, «favorisce la sicurezza degli studenti residenti nei comuni di confine del Veneto che per frequentare le scuole superiori in provincia di Trento, si servono della ferrovia del Brennero o di quella della Valsugana. Una problematica di cui ho avuto modo di occuparmi personalmente facendo da tramite tra i sindaci e le famiglie», ha continuato. «Per beneficiare dell’economica tariffa provinciale per la tratta dentro il confine tariffario di Borghetto o Primolano e di un diverso abbonamento per la tratta sino a questi ultimi, gli studenti veneti erano tenuti ad ogni viaggio a compiere una vera e propria acrobazia che li costringeva a salire alla stazione di Peri, a pagare la tratta Peri-Borghetto e poi a utilizzare l’abbonamento rilasciato dalla Provincia di Trento. Dovevano scendere e poi risalire rapidamente sul mezzo ferroviario a Borghetto per obliterare la smart card per non incorrere in contravvenzioni». Ora il cambiamento. «La Giunta provinciale ha stabilito invece», ha continuato Ambrosi, «che gli studenti veneti, esattamente come tutti gli altri, possano limitatamente alle tratte entro i confini provinciali trentini, acquisire l’abbonamento annuale a cosiddetta “tariffa famiglia”, calcolata secondo i parametri Icef per usufruire del servizio di trasporto pubblico». Con questo provvedimento, insomma, dal prossimo anno scolastico gli studenti non saranno più costretti a fare le corse contro il tempo per non perdere il treno e arrivare tardi a scuola e potranno finalmente rilassarsi durante il viaggio. •

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