Opere sui lungolaghi Si va in Cassazione

Il municipio di Brenzone
Il municipio di Brenzone
Gerardo Musuraca 29.01.2020

La causa tra Comune di Brenzone, ditta Abbadesse Srl e tecnico Lucio Donatini approda in Corte di Cassazione. È l'epilogo della vertenza, aperta da quasi un decennio, tra il Comune, il tecnico incaricato e la ditta che aveva eseguito le opere sui nuovi lungolaghi, iniziate durante il mandato dell'allora sindaco di Brenzone, Giacomo Simonelli, e proseguite in quello di Rinaldo Sartori. L’attuale sindaco di Brenzone Davide Benedetti dal 2004 al 2009 era stato assessore ai lavori pubblici e sotto la sua egida erano iniziati i lavori. Ora è lui a gestire la grana iniziata agli albori della sua carriera politica municipale. Ma qual è il problema? Nel 2005 era stato conferito all'architetto Lucio Donatini l'incarico per la progettazione esecutiva, direzione e contabilità dei lavori della sistemazione delle passeggiate lungolago e delle opere di protezione del collettore fognario in varie località del Comune di Brenzone e nel febbraio 2006 era stato aggiudicato l’appalto dell’opera all’impresa Edile Abbadesse Srl di Camisano Vicentino per 705 mila 932 euro. Negli anni successivi i tecnici comunali avrebbero rilevato vari problemi nell’esecuzione dei lavori. «A seguito di sopralluoghi eseguiti nel 2009 erano state rilevate inadempienze del direttore dei lavori e delle imprese esecutrici tali da compromettere sia la praticabilità delle passeggiate, delle spiagge e dei tratti di ciclopedonale, sia l’incolumità dei fruitori del lungolago», com’è scritto nella delibera di giunta di pochi giorni fa. «In diversi tratti, i lungolaghi tra Castelletto e Assenza erano “scivolati” in acqua e la passeggiata, tuttora non collaudata, risultava da rifare in molti punti indicati nella sentenza di primo grado», spiegano sempre dal municipio. L'allora sindaco di Brenzone, Rinaldo Sartori, aveva incaricato un legale, l'avvocato Filippo Borelli, di gestire la pratica e fu iniziata la causa. Una perizia del 2010 del Tribunale di Verona accertava «i danni e le responsabilità, ascrivibili alla direzione lavori e alle ditte esecutrici degli stessi, Abbadesse srl e Viviani srl (la subappaltatrice, ndr)». La causa è poi proseguita e la Corte d’Appello ha dato ragione al Comune. «Fin dall'inizio del mio mandato», ha detto il sindaco, Davide Benedetti, «ho seguito tutti contenziosi del Comune. Dopo la sentenza d'appello che ha dato ragione al Comune di Brenzone, la ditta Abbadesse tramite i suoi legali ha manifestato la volontà di fare una transazione. Purtroppo i tempi stretti non hanno permesso di chiudere celermente la questione, molto delicata sia per l'aspetto economico, sia per la complessità della normativa legata agli appalti. Pertanto, la controparte ha presentato ricorso, altrimenti la sentenza (della Corte d'Appello, ndr) sarebbe diventata definitiva. La costituzione da parte del Comune è, conseguentemente, un atto dovuto», ha proseguito. «Sono però fiducioso che otterremo quanto è già stato previsto con la sentenza di secondo grado, senza attendere un'ulteriore sentenza». Vedremo se il Comune e le due parti coinvolte troveranno un’intesa prima che si pronunci la Cassazione. •