Diretta streaming del Consiglio bocciata dalla maggioranza

Un passato Consiglio comunale a Bardolino
Un passato Consiglio comunale a Bardolino
C.M.13.10.2019

No alla diretta streaming delle sedute del consiglio comunale di Bardolino. La maggioranza del gruppo «L’Onda» che sostiene il sindaco Lauro Sabaini ha bocciato la proposta del consigliere di «Prima Bardolino» presentata all’ultimo Consiglio comunale. Per la bocciatura protesta il giovane consigliere, che insieme al suo gruppo civico ne fa una questione di trasparenza. «Questo no a una battaglia annunciata già in campagna elettorale», afferma Erbifori, «non è solo anacronistico, ma indicativo del clima all’interno della maggioranza appena insediatasi, perennemente preoccupata di perdere consensi». Inoltre, sostiene che la maggioranza di Sabaini vuole «impedire ai cittadini di informarsi e fare politica attiva», innescando un acceso dibattito tra posizioni agli antipodi emerse non solo in aula, ma anche sulle rispettive pagine social. Il primo cittadino di Bardolino, infatti, rigetta le accuse tanto durante il consiglio quanto in rete, all’indomani della seduta. «Diretta streaming non significa trasparenza», dichiara Sabaini. «Il consiglio comunale è il luogo dove si discutono e si approvano gli atti fondamentali dell’azione amministrativa, l’attivazione dello streaming non contribuisce a portare maggiore trasparenza o democraticità nell’ambito dei lavori del consiglio e dell’attività politica del Comune». A detta del sindaco la trasparenza è già garantita tramite gli audio delle sedute consiliari disponibili sul sito istituzionale dell’ente locale, l’albo pretorio online e consultabile con i testi degli atti deliberati, le pubblicità tramite diversi canali delle riunioni del consiglio. «Tutti i bardolinesi hanno la possibilità di conoscere l’attività amministrativa» sostiene Sabaini. Niente di tutto ciò, però, convince Erbifori. «La maggioranza non vuole che i bardolinesi si interessino a quello che accade nel loro paese», dice il consigliere. «Solo questo può spiegare la contrarietà allo streaming, ormai standard nelle amministrazione pubbliche: meglio evitare che i cittadini, che pur ne hanno pieno diritto, assistano alle pessime figure che stanno facendo in aula. Ma i tempi sono cambiati ed è ora che anche i consiglieri dell’Onda se ne rendano conto». •