Trovato con 10 chili di coca, ora è caccia al clan

La droga era nascosta nell’intercapedine della Polo Volkswagen di proprietà dell’albanese di 25 anni
La droga era nascosta nell’intercapedine della Polo Volkswagen di proprietà dell’albanese di 25 anni
Giampaolo Chavan 02.08.2019

Ha detto che stava tornando a casa in Albania dalla Germania ma nel baule della sua auto non c’erano i bagagli. Poi le risposte alle domande rivoltegli dai Baschi verdi sono diventate sempre più evasive e contraddittorie. Ai finanzieri del Nucleo di polizia economica di Verona, è stato più che sufficiente quell’atteggiamento incerto accompagnato da un palese stato di agitazione per avanzare i primi sospetti su quel venticinquenne, appena fermato sull’A22. E così proprio in base a quei sospetti poco dopo le Fiamme gialle hanno trovato ben 10 chili di cocaina dalla Polo dell’albanese per un valore di un milione di euro sul mercato. I panetti di un chilo o poco più ciascuno, erano nascosti nell’intercapedine, accanto ai sedili di passeggero e conducente. E, così nel giro di poche ore, per O. si sono aperte le porte del carcere di Montorio con l’accusa traffico di stupefacenti. Ora il giovane è in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip che si celebrerà entro domani. Nel frattempo, sono subito iniziate le indagini della Guardia di finanza. L’inserimento del giovane in un’organizzazione criminale appare scontato alla luce anche dell’ingente quantitativo di droga, rinvenuta nella sua Polo, proveniente dalla Germania. Gli investigatori nella caserma di via Nicola Mazza non si sbilanciano più di tanto nè sulla provenienza della droga nè, soprattutto, sulla sua destinazione. Una volta capito di essere finito seriamente nei guai, l’albanese non ha più aperto bocca con gli investigatori. A parlare, con ogni probabilità, sarà il suo cellulare, subito sequestrato e ora nelle mani degli inquirenti che potranno così risalire almeno agli ultimi contatti del giovane. L’operazione ha inizio ieri verso le sette quando i militari della Finanza fermano la Polo del venticinquenne, residente in Germania vicino al casello di Affi. Dopo i primi accertamenti, gli uomini in divisa decidono di accompagnare il venticinquenne nella caserma di via Mazza a Verona. Hanno troppi sospetti sul giovane e decidono così «di procedere ad un più meticoloso controllo del mezzo», riporta la nota della Guardia di finanza. Chiamano anche l’unità cinofila della compagnia di Villafranca. E così arriva il pastore tedesco Zack. Pochi secondi e il cane inizia a grattare insistentemente nel vano passeggeri. La droga è lì nella vicina intercapedine. Ai finanzieri, basta aprirla e sbucano i primi quattro panetti di «sostanza polverosa e granulosa», riporta il comunicato della Guardia di finanza, «di colore bianco risultato poi essere cocaina». Ma le sorprese non sono finite. Zack continua a grattare anche sul lato opposto della Polo, stavolta vicino al sedile del conducente. Nell’intercapedine corrispondente a quella del passeggero, spuntano altri cinque panetti sempre oltre il chilo, sempre contenenti cocaina che portano il conteggio complessivo a dieci chili. Tutta questa droga, riferiscono gli inquirenti, avrebbe fruttato più di un milione di euro sul mercato. La Finanza fa sapere che i servizi di controllo del territorio sono stati ulteriormente potenziati nel periodo estivo proprio per far fronte al maggior flusso turistico e veicolare e al contemporaneo intensificarsi del traffico di stupefacenti internazionale. •