Provinciale privatizzata? È polemica

I segnali di «proprietà privata» comparsi sulla provinciale DIENNE FOTO
I segnali di «proprietà privata» comparsi sulla provinciale DIENNE FOTO
Piero Taddei 25.09.2019

In via Vittorio Veneto, la trafficata provinciale in uscita dal capoluogo che porta a Santa Maria, la posa, sul lato sinistro della carreggiata, di blocchetti con la sigla «p.p.» (proprietà privata) sta alimentando nuove polemiche. Da tempo, pomo della discordia è una fetta d’asfalto antistante alle abitazioni, tradizionalmente usata a parcheggio pubblico. Un paio di anni fa, i frontisti avevano rivendicato il possesso di quest’area con una raccolta firme presentata in Comune. Il rettangolo di strada che ha dato il via alle ostilità, lungo circa una trentina di metri, tra l’altro, ospitava la fermata dei pullman in arrivo da Verona e un parcheggio per disabili. L’inaspettata rivendicazione di possesso era stata accolta come un fulmine a ciel sereno, suscitando incredulità e interrogativi. Il motivo? Esclusi i proprietari, tutti credevano che quella fetta d’asfalto fosse parte integrante della provinciale e quindi di proprietà pubblica. La rivendicazione, però, fece spostare più avanti la fermata dei pullman dell’Atv e il parcheggio disabili dall’altra parte della strada, cosa che diede il via a parecchi rancori. Ora, la posa in questi giorni dei blocchetti di pietra che rimarcano la proprietà privata ha rinfocolato le polveri. Particolarmente arrabbiata è Serena Giannone, madre di un giovane portatore di malattia degenerativa: «Il Comune aveva preso atto della proprietà privata, spostato la fermata dei bus e cancellato lo stallo disabili, confinandolo all’inizio del caseggiato, di fronte al tiro a segno, su fondo in terra ricoperto con semplice stabilizzato. Una vergogna: grazie a Dio mio figlio cammina autonomamente ma, così com’è, il parcheggio è inutilizzabile: è fatto male, scarsamente segnalato e perciò usato anche dai non aventi diritto. Ad esempio, come può un disabile in carrozzina spostarsi sullo stabilizzato?». Giannone ha visto con il fumo negli occhi la posa dei cubetti con scritto «proprietà privata». Dice: «Non è nemmeno più possibile parcheggiare sulla provinciale perché i frontisti dicono che è casa loro. Così via Vittorio Veneto è ora priva di parcheggi. Come cittadina, rilevo che il Comune negli anni ha pagato coi soldi delle nostre tasse, anche con le mie, asfaltature, segnaletica e manutenzione del marciapiede di privati». Giannone conclude: «Se effettivamente questo pezzo di strada adibito a parcheggio non è pubblico, i proprietari lo delimitino, si assumano la responsabilità di gestirlo e paghino le tasse di proprietà. Il possesso dell’area va evidenziato quindi più efficacemente perché non si sa mai che incautamente si parcheggi e l’auto venga portata via dal carro attrezzi». Il comandante della polizia municipale, Vincenzo Esposito, getta acqua sul fuoco. «L’asfaltatura del parcheggio per disabili, su sedime pubblico, è già inserita nell’elenco delle asfaltature che saranno attuate a breve con il via al piano dei lavori pubblici. Le polemiche in atto sul possesso di parte della provinciale sono basate sul nulla», dice. Esposito spiega che «al Catasto lo spazio risulta area privata aperta al pubblico e ad uso esclusivo pubblico. Il Comune non ha mai espropriato quell’area per scarsità di fondi. Per questo motivo la proprietà della zona è rimasta ai frontisti ma, appunto, utilizzo e finalità del sedime sono esclusivamente pubblici. In sostanza, i proprietari non possono dire che l’area è a loro uso esclusivo. Pertanto è fuori luogo volere che sia delimitata. Di fatto l’area è provinciale, ma essendo compresa nell’abitato di Zevio, manutenzione e segnaletica fanno capo al Comune». E i «p.p.» sull’asfalto? «Un contentino concesso ai proprietari che non cambia nulla, anche perché sarà coperto alla prima asfaltatura», conclude. •