Cure per disagi mentali all’ex ospedale

L’assessore Manuela Lanzarin con il sindaco Diego Ruzza
L’assessore Manuela Lanzarin con il sindaco Diego Ruzza
Pietro Taddei 21.11.2019

«La struttura dell’ex ospedale Chiarenzi non è messa male, ovviamente non ha più una valenza ospedaliera non essendo più nelle schede regionali, ma l’ex nosocomio può sicuramente svolgere un suo ruolo in campo sociosanitario e territoriale. Ad esempio, nell’ambito della salute mentale e del disagio. Ed essendoci già una medicina di gruppo ben strutturata e poliambulatori, il Chiarenzi ben si presta ad essere parzialmente trasformato in residenza anziani». Al termine del tour veronese negli ospedali di Borgo Trento, Malcesine e Bussolengo, l’assessore regionale alla Sanità, Manuaela Lanzarin, fa tappa a Zevio e sposa la linea intrapresa dall’amministrazione del sindaco Diego Ruzza con l’obiettivo di dare un futuro alla struttura del Chiarenzi, due terzi della quale nel 2016 concessa dalla Regione in comodato d’uso al Comune. Venezia potrà dare una mano nel mettere servizi nella parte concessa per trent’anni, gratuitamente, all’ente locale? La risposta di Lanzarin: «C’è un dialogo aperto, stiamo vedendo cosa si può fare dal punto di vista normativo». Visibilmente soddisfatto è uscito il sindaco Ruzza al termine del colloquio a porte chiuse con l’assessore regionale, a capo di una delegazione composta dal direttore generale dell’Ulss Scaligera Pietro Girardi, dal responsabile del settore economico-finanziario della 9, Gabriele Gatti e dal responsabile delle cure primarie dell’ospedale di Legnago, Ferdinando Vaccari. Del gruppo facevano parte anche i consiglieri regionali Alessandro Montagnoli (Lega), Stefano Valdegamberi (Gruppo misto) e Manuel Brusco (M5s), il presidente della Conferenza dei sindaci Flavio Pasini. Dice Ruzza: «Pure l’assessore ha riconosciuto che la strada da noi indicata è quella giusta. Lanzarin ci è apparsa molto disponibile e aperta alle proposte che portiamo avanti da sempre: portare al Chiarenzi un polo psichiatrico e tutta una serie di servizi ambulatoriali in favore della cittadinanza, soprattutto dei più deboli». Continua il sindaco: «In tempi brevi spero di ufficializzare il progetto su cui l’assessore si è riservata di vederne la fattibilità». Ma ci sono novità in vista per il ritorno al Chiarenzi dell’ambulanza e della radiologia, servizi sospesi lo scorso aprile causa fessurazioni su un’ala dell’ex ospedale in uso all’Ulss? «La delibera sul ripristino dello stazionamento a Zevio del mezzo di pronto soccorso è in fase di definizione. Quanto alle fessurazioni, devono ancora concludersi i sei mesi di tempo necessari al monitoraggio del muro ammalorato», conclude Ruzza. Visitando la struttura, in particolare la delegazione si è soffermata sulla parte riservata alla medicina di gruppo integrata. Nel fare gli onori di casa, il dottor Giuseppe Romano ha spiegato che il servizio conta 12 camici bianchi e garantisce assistenza 12 ore al giorno a circa 12 mila potenziali pazienti. •