«Viene usata come lavandino» La casetta dell’acqua a secco

La casetta dell’acqua in piazza Santa Toscana a Zevio
La casetta dell’acqua in piazza Santa Toscana a Zevio
P.T. 19.05.2019

Nelle intenzioni avrebbe dovuto assolvere la seconda opera di misericordia corporale: dar da bere agli assetati. Ma la prerogativa nel novero delle prescrizioni richieste dal Vangelo per accedere al Regno dei cieli, sembra cadere. Da qualche tempo, infatti, ha cessato di funzionare la «goccia», ovvero l’erogatore della casetta dell’acqua attiva in piazza Santa Toscana a Zevio, destinato a placare gratuitamente la sete di quanti transitano nei pressi. Lo fa sapere con rammarico Alberto Grigoli, assiduo consumatore dell’«acqua del sindaco», frizzante o no, a costi bassi e a chilometri zero. «La fontanina rappresenta l’unica possibilità in paese di dissetarsi», spiega Grigoli. «Oltretutto è in posizione strategica, essendo a pochi passi dalla più affollata fermata dei pullman di linea. Personalmente, ho avuto modo di constatare quanto l’erogatore assolvesse alla funzione evangelica, sentendo una ragazzina che ha dovuto chiedere ad amici se avevano di che dissetarsi. Ma sembra che la scelta del Comune vada attribuita all’eccessivo consumo di acqua gratis...». «No», controbatte l’assessore all’ecologia Paola Conti. «L’erogatore è stato chiuso per motivi igienici. Da troppo tempo, purtroppo, c’era chi usava la goccia come lavandino. Quindi era inammissibile bere dove c’è chi va a rinfrescarsi lasciando sporco. L’erogatore era puntualmente disinfettato, ma sul resto l’operazione è impossibile», sottolinea l’assessore. La «goccia» sarà riattivata o la chiusura è definitiva? «Forse ripristineremo l’erogatore ma a patto che ci sia più educazione da parte di chi finora non ha rispettato le più elementari norme igieniche». •