«Sorrydismo», la serata fuori dagli schemi

Mimito Sorrydista: si è inventato questo nome per fare il verso ai tanti «ismi»
Mimito Sorrydista: si è inventato questo nome per fare il verso ai tanti «ismi»
Paola Dalli Cani 17.06.2019

Fuori dagli schemi, stralunati, un po’ pazzi ma, soprattutto, decisamente dotati di talento: sono gli artisti di strada che sabato sera, per il quindicesimo anno, hanno accolto l’invito dell’Avis di Monteforte e dell’Avis Giovani a veicolare, facendo divertire e restare a bocca aperta, l’appello alla donazione di sangue. Chi ha dimostrato il suo talento con una disciplina sportiva (come gli strabilianti atleti del taekwondo della Victory team Asd di Veronella) e chi scatenandosi con diversi generi di danza (come le decine di allievi di School of art di Colognola ai Colli esibitisi in piazza), chi ha messo in mostra il suo talento con la manualità (come gli appassionati dell’Associazione scaligera aero modellistica di Arcole o le artigiane delle bambole di stoffa) oppure con i colori del truccabimbi (come nel caso di Valeria, artista di casa, che li ha incantati anche con le sue torte di caramelle). Quanti bambini in giro per Monteforte sabato sera, e tutti con mamma e papà anche per ballare con la baby dance o ridere con le stramberie del vicentino Mr.Coso e le sue... figure di magia. «Con le bolle ho iniziato tre anni fa, per la mia piccola Zoe», racconta Mago Bollicino (al secolo Daniele Caliari, agente immobiliare di Colognola ai Colli), «poi le riprendevo per i suoi compleanni, e col passaparola per i compleanni degli amichetti e, adesso, eccomi qua». Dalle sue corde e dai suoi attrezzi escono grappoli di bolle che sono la gioia dei piccoli e l’incanto dei grandi e quel tratto di via Dante che è il suo piccolo palcoscenico diventa un luogo fuori dal mondo dove una bolla gigante può farti una mini doccia se ti si scoppia accanto: se capita, però, scatena solo gioia. È UN PO’ IL MESTIERE di Mimito Sorrydista, uno stralunato personaggio trevigiano che assicura di arrivare dritto dritto dallo (sconosciuto) Museo della bora di Trieste. Di aria deve averne presa abbastanza, la cravatta gli sta sollevata, rigidissima, al lato del collo, i capelli sono spettinatissimi da un vento (invisibile) che tiene sollevato il cappello dalla testa. «Mi sono inventato questo nome per fare il verso ai tanti “ismi” che ci sono: mi sono inventato il sorrydismo, cioè l’arte di uno che ti viene vicino e ti dice scusa se ti faccio ridere, sorry in inglese», spiega arrendendosi alla necessità, causa intervista, di togliersi dalla bocca quella micro trombetta che lo rende straordinariamente comico ma assolutamente incomprensibile. Paco e le sue «machine» a Monteforte ci sono arrivati in bicicletta partendo da Desenzano: ecologista convinto ha pedalato trainandosi dietro un carrellino che è un po’ la casa di Paco, il suo personaggio che fa giocoleria e magie... e pure il «garage» di uno spettacolare monociclo alto quanto un uomo. Sono solo alcuni degli artisti che per una notte hanno trasformato Monteforte in un grande teatro sotto le stelle dove sono andati in scena lo «strobiomagico spettacolo musicalgirovago» dei belfioresi Elcanto del duente, Manuel Pascal arrivato da Vittorio Veneto con «Prestige», Shay Wapniaz che da Torino ha portato il suo «The shay street show», il Don Erre street show di Carate Brianza, gli «artisti sperduti» del soavese Paolo Somaggio e Talent eventi, le magie del Mago Stella in arrivo da Montagnana e il funky blues dei montefortiani Easy Peasy. C’è chi ha approfittato per organizzare un concerto last minute (gli Zeropuntoone al bar Alla pesa) e tanti che si sono gustati l’inedito porte aperte serale proposto invece, fino alle 23, dalla biblioteca civica in collaborazione con il Comune e la Pro loco che hanno patrocinato la manifestazione. •

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