Micro bacini per incamerare acqua

Un momento del convegno FOTO AMATO
Un momento del convegno FOTO AMATO
Paola Dalli Cani 10.09.2019

Nella culla dei grandi vini bianchi, ad essere strategica è l'acqua: quella che «domata» quando è troppa e distribuita quando è poca potrebbe diventare una delle leve più importanti della redditività del settore agricolo e della sicurezza del territorio in seconda battuta. Come? «Anche attraverso piccoli invasi di collina che consentano di non sprecarla quando c'è e di distribuirla quando manca e attraverso pratiche agronomiche opportune». È questa la proposta che Silvio Parise, presidente del Consorzio di bonifica Alta pianura veneta ha messo sul tavolo durante il convegno sulla risorsa acqua che ha accompagnato la prima «Fiera dei prodotti agricoli» della Val d'Alpone e della Val Tramigna. Una due giorni intensa, affollatissima nonostante il tempo incerto e, a sentire gli espositori, chiusa con grandi soddisfazioni. Sette Comuni si sono messi insieme per promuoverla, cioè Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, Vestenanova, Roncà, Soave, Cazzano di Tramigna e Monteforte che l'ha accolta anche per farne un prezioso momento di riflettere sul futuro del settore primario. Che l'unione sia strategica lo ha confermato anche il presidente della Provincia Manuel Scalzotto. «Così strutturati sarete un ospite ben gradito in Provincia», ha detto loro anche in relazione all'attivazione congiunta per la soluzione del nodo viabilistico rappresentato dall'incrocio della Madonnina lungo la Sp 17. Nelle due valli ci sono il vino, il miele, l'olio extra vergine di oliva, la patata di Bolca e i piccoli frutti, il luppolo, formaggi e anche i salumi che sono la parafrasi di pascoli e allevamenti. «L'agricoltura ha bisogno che i giovani restino in collina ma per farlo serve reddittività», il monito di Sandro Gini, presidente del Consorzio tutela del Soave. «Dalla gestione dei vigneti siamo passati alla programmazione della produzione contenendola in ciò che garantisce produttività e si traduce in guadagno anche con trend negativi». Della produttività fa parte anche l'acqua, «manifestatasi come emergenza nel 2003 quando si è cominciato a riflettere sulla garanzia dell'irrigazione di soccorso». «Per stare in collina, però, servono anche sistemazioni idrauliche programmate da un piano che coinvolga tutto il territorio, negli anni sempre più attento a produrre e sempre meno alle sistemazioni agricole. L'acqua va gestita», ha rimarcato Massimino Stizzoli, presidente della Cantina di Monteforte, «serve un focus permanente per arrivare in cinque-dieci anni ad avere un territorio in cui far crescere i nostri figli. Serve sinergia», ha concluso Stizzoli, «tra chi produce e le istituzioni che devono gestire il territorio». Aspetti noti a Parise. «Solo se si mantiene il territorio fa reddito», ha sottolineato. «L'acqua è indispensabile ma va addomesticata: abbiamo realizzato un pozzo per la Val Tramigna, quello per la Val d'Alpone è in gara ma perché non pensare a micro bacini di collina per non buttarla?», ha proposto Parise, chiamando in causa la Regione e lo Stato. Qualche esempio già c'è, quello dei «pozzi bevitori» nel vicentino, come ha ricordato il consigliere regionale Giovanna Negro (Veneto cuore autonomo). «Spesso i bandi dei contributi regionali si rivolgono ai giovani», ha aggiunto, «così accade che le loro proprietà siano irrigate con sistema a goccia e quelle degli anziani no. Questo sbarramento va tolto», ha proposto, richiamando l'attenzione anche sulle tante «lottizzazioni frettolose». Decisioni oculate, però, nascono dalla conoscenza e su questo hanno richiamato l'attenzione Roberto Zorzin (geologo, conservatore al Museo civico di Storia naturale di Verona) e Fabio Saggioro (archeologo, docente all'Università di Verona), entrambi tecnici che lavorano alla candidatura Unesco della Val d'Alpone, area in parte inserita nel comprensorio premiato dalla Fao come Patrimonio agricolo di rilevanza mondiale (è uno dei 57 siti Giahs del pianeta). Di qui l'appello, sottoscritto da sindaci e produttori con destinatari Comunità europea, ministero, Regione perché le risorse previste dal Testo unico del vino vengano liberate a possano integrare gli sforzi fatti dal territorio. •

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