L’Inps la manda in pensione con sole 48 ore di preavviso

Il dirigente scolastico Giuseppe Boninsegna
Il dirigente scolastico Giuseppe Boninsegna
P.D.C.31.08.2019

Via libera alla pensione dal mondo della scuola ma l’Inps il semaforo verde lo accende solo 48 ore prima: «Solo oggi (ieri per chi legge, ndr) l’Inps ha comunicato il via libera al pensionamento di una collaboratrice scolastica che aveva chiesto di andare in pensione dal 2 settembre. Solo oggi», considera Giuseppe Boninsegna, dirigente dell’Istituto comprensivo di Monteforte d’Alpone, «in zona Cesarini, è stato risolto un problema enorme. Lunedì mi sarei trovato con un lavoratore che sarebbe dovuto essere in pensione, ma a cui nessuno aveva detto sì, e pure il lavoratore assunto in sua sostituzione. Assurdo? Certo, tanto più che da quanto ne so questa situazione l’hanno vissuta 14 lavoratori della scuola nella nostra provincia». Il problema risolto all’ultimo giorno utile se non gli ha tolto il sonno poco ci è mancato: «Abbiamo bussato a tutte le porte senza avere la benché minima risposta», racconta Boninsegna, «e fino a ieri non sapevo più cosa avrei dovuto fare lunedì: avrei avuto presenti un lavoratore che non sarebbe stato pagato dalla Ragioneria dello Stato e se non si fosse presentato avrebbe potuto essere chiamato a rispondere di assenteismo, il tutto con un nuovo collaboratore destinato a Monteforte o per trasferimento o per assunzione da parte del ministero dell’istruzione, università e ricerca». Problemi risolti, dunque: «Uno, questo, ma a preoccuparmi di più è quello legato alla mancanza totale di insegnanti di sostegno con specializzazione. Me ne serviranno cinque per le scuole primarie (due i plessi, quello della scuola Anzolin nel capoluogo e il polo scolastico Coltro nelle frazioni, ndr) e due per le secondarie di primo grado Zanella: al momento», denuncia Boninsegna, «ne ho zero». La problematica interessa tutte le scuole e giusto una settimana fa era stata segnalata come assoluta criticità dal dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Albino Barresi: per un verso il Miur ha autorizzato un centinaio di posti di sostegno in meno rispetto al necessario, per l’altro mancano comunque i docenti abilitati. Funziona un po’ come accade coi medici specialisti: corsi ridottissimi, numero chiuso, chiamate ogni tre anni. E a criticità, poi, si aggiunge criticità perché, come aveva spiegato Barresi, «i 150 aspiranti docenti di sostegno veronesi che hanno terminato la formazione e abilitazione sono già in possesso del titolo ma non possono accedere al mondo della scuola, perché l’aggiornamento delle graduatorie è fermo e non verrà riattivato prima di marzo o aprile del 2020». Come si ovvierà? «Con le supplenze che verranno assegnate normalmente ad anno scolastico già iniziato», spiega Boninsegna, «e cioè quando saranno stati coperti tutti i posti a tempo pieno. La nostra ricerca continua, come negli anni passati mi auguro non ci saranno problemi: in emergenza siamo riusciti a garantire il servizio anche con uno o due docenti in meno. Resta il fatto che una situazione simile lascia davvero l’amaro in bocca», conclude il dirigente, «perché vengono privati dell’accompagnamento specifico proprio i ragazzi più fragili», gli stessi per i quali la formazione specialistica e orientata ai bisogni della persona è stata a suo tempo prevista tenendo alta la bandiera dell’inclusione. •

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