«I disabili non si trasportano di peso»

Giuseppe Stefanoni, ex presidente del Galm
Giuseppe Stefanoni, ex presidente del Galm
P.D.C.16.06.2019

«Le persone disabili nel 2019 non si trasportano di peso ma va data loro dignità!»: così Giuseppe Stefanoni «bacchetta» sia il cosigliere Alessandro Burato che il neo sindaco Attilio Dal Cero per le «infelici» uscite a proposito di inaccessibilità dell’aula consiliare proprio in occasione della seduta in cui il nuovo Consiglio di Montecchia di Crosara si è insediato. «Sono rimasto davvero stupito dalle risposte che sono state date a un consigliere che sollevava l’attenzione sul fatto che l’aula consiliare è inaccessibile ai disabili», dice Stefanoni, montefortiano già presidente del Galm (Gruppo di animazione lesionati midollari). Il riferimento è all’inciso di Dal Cero relativo al fatto che non essendo ammessi interventi da parte del pubblico, alle persone che non possono raggiungere fisicamente la sala consiliare possa bastare anche solo una registrazione: il poter essere presenti fisicamente in aula, citando le parole del primo cittadino, sarebbe dunque «un optional». Non meno severo il giudizio di Stefanoni sulla autocandidatura di Burato a trasportare personalmente una persona disabile che volesse salire al secondo piano per raggiungere la sala consiglio. «Una persona con disabilità deve avere accesso a qualsiasi uffico pubblico e nel modo più ampio. Qualora non ci sia questa possibilità», rimarca Stefanoni, «è necessario attivarsi perché per queste persone il disagio sia il minore possibile. Nel 2019 le persone non si trasportano ma va data loro dignità». Stefanoni ricorda come «la prima legge che affronta questi argomenti è del 1968 e a queste ne sono seguite moltissime, anche regionali. Ce ne sono alcune che subordinano l’erogazione di contributi per esecuzione di opere pubbliche all’abbattimento delle barriere ancora esistenti». Negli anni Stefanoni, sia in prima persona che nella veste di rappresentanza che per moltissimo tempo ha ricoperto, di situazioni «antipatiche» e «imbarazzanti», giusto per giocare di eufemismi, ne ha viste molte ma quello che lo lascia meravigliato è lo «scivolone» istituzionale: «Non è possibile ragionare in un mondo che usa metri come questi, è un problema di mentalità. Mi domando», aggiunge, «cosa accadrebbe se il Comune di Montecchia bandisse un concorso con lista speciale?». Un problema di mentalità, dice Stefanoni, anche riguardo la piaga dell’occupazione abusiva dei posti auto riservati alle persone con disabilità: «Su aree private i furbi sono sanzionabili previ accordo tra privato e polizia locale, sulle aree pubbliche sono sanzionabili sempre. Il “solo un minuto” con cui spesso si giustifica chi occupa senza averne titolo un posteggio giallo? Quando capita a me mi limito a far notare alla persona che parcheggia in quel posto riservato che è una grande maleducata». Eppure, come scrivono i ragazzi delle classi seconde della scuola media Zanella a conclusione della loro indagine sulle barriere architettoniche di Monteforte d’Alpone, «tutti possono rompersi un ginocchio, diventare genitori con un passeggino da spingere, invecchiare e usare deambulatori. La disabilità permanente o temporanea può dunque riguardare chiunque. Per questo tutti se ne devono occupare: in questi termini ci si dona agli altri!». •

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