Da Miami alla piazza di casa C’è Paola Beschin in concerto

Paola Beschin durante un concerto in America
Paola Beschin durante un concerto in America
P.D.C.06.09.2019

A ventidue anni aveva lasciato San Giovanni Ilarione per inseguire il sogno di fare la cantante: oggi, 12 anni dopo, è una voce amatissima del mondo latino a Miami, in Florida, con all'attivo dischi e reality. Paola Beschin, che è nata a San Giovanni Ilarione 34 anni fa, questa sera dalle 20 nel piazzale della chiesa, racconta al suo paese il suo sogno nel corso della serata-spettacolo Vien in piassa...a Sangio ghè l'America!. La Pro loco ha infatti approfittato di un breve periodo di rientro in famiglia di Paola per costruire una serata che ospita anche mercatino, chioschetto delle crèpes, le bolle di Bidibibolla e l'animazione per i piccoli di Cartabianca. Il cuore della serata, però, resta lei che accompagnata dalla chitarra del marito Andres Gonzales (e anche dalla sua voce nei duetti) proporrà un'antologia di musica dal mondo attraverso le loro canzoni: entrambi, infatti, sono autori ed Andres è compositore. Tra un brano e l'altro il racconto della sua storia artistica, «delle fatiche, delle lacrime e delle gioie» ed il messaggio che vuole rivolgere soprattutto ai più giovani. «Mai abbandonare un sogno», dice Paola, «fatelo vostro e dedicateci ogni energia. Se sentite che è la musica vi farà stare bene perchè tutto ciò che avete dentro va in musica e non è più dentro di te che ti mangia!». Questa idea è il cuore della tecnica di vocal coaching che da anni ne ha fatto, a Miami, un’«allenatrice» ricercatissima anche dai professionisti: al rientro oltre oceano la attende, come allievo eccellente, Rodrigo Iglesias, il più piccolo dei figli di Julio, fratello di quell'Enrique del quale è amica e per il quale canta al Tatel (il locale del cantante) a Miami e a Ibiza. «Respirazione, rilassamento, yoga ma, prima di tutto, ascolto: prima di lavorare sulla voce va creata la confidenza. Spesso sbloccare una persona», spiega, «sblocca la voce. Poi si lavora tra canto classico e canto per liberare il talento senza snaturarlo». La tecnica italiana la chiamano a Miami, e Paola la metterà al sicuro con una sorta di copyright. Canta da quando aveva 3 anni, a 16 lo faceva ai matrimoni e nei locali, a 17 ha inciso il primo disco col maestro veronese Luigi Paganotto. Dopo i 15 secondi di audizione per Amici, «una delusione cocente», spiega, nel 2005, sta per due anni tra Londra (alla Pineapple performing arts school) e Milano (al Centro teatro attivo, al Mas danza e studiando con Guido Block). Poi quel demo che le chiede Nazzareno Stella, il suo manager di allora, che la porta a Miami. «Avevo studiato all'istituto tecnico Marco Polo, conoscevo tre lingue e a Miami il produttore Pablo Maravello cercava una cantante che cantasse in varie lingue. Andai, convinta di tornare indietro se fosse fallito il progetto, e invece mi presero subito. Era il 2007, tutto è cominciato così». Tre dischi uno dietro l'altro, il quarto del quale è appena uscito i primo singolo, la firma della sigla del canale e dello show Latin Angel (che diventa una hit in 60 Paesi del mondo) fino a diventarne anche protagonista. •

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