Castello è in festa per il «suo» don Bosco

Padre Luciano Costalunga alla Casa dei bambini
Padre Luciano Costalunga alla Casa dei bambini
P.D.C. 29.06.2019

Castello in festa per il “suo” don Bosco: è questo il soprannome che in Venezuela, dove opera da più di cinquant’anni, le comunità che lo hanno accolto come guida religiosa hanno appioppato a padre Luciano Costalunga, il sacerdote salesiano che domani festeggia nella chiesa di San Giovanni Battista il suo mezzo secolo da prete. L’appuntamento sarà alle 10 per la messa solenne che sarà seguita dal pranzo solidale al Canevon in occasione del quale la parrocchia consegnerà la donazione frutto di una raccolta fondi avviata per sostenere il suo impegno per i bambini del Venezuela. Padre Luciano, che ha messo piede la prima volta nel Paese sudamericano da studente nel 1957, c’è arrivato da sacerdote poco dopo l’ordinazione nel 1969 e dopo anni a fare il parroco di qua e di là, dal 2000 a Las Tunitas si occupa della Casa Hogar (Casa focolare) Padre Luciano-San Giovanni Ilarione: l’ha fondata lui stesso, acquistando grazie agli aiuti che gli sono arrivati dalla Val d’Alpone una vecchia casa con giardino che dopo alcuni lavori è diventata La casa dei bambini. Sono accolti lì, in affidamento, una ventina di bambini fino ai 12 anni che appartengono alle famiglie più povere del Paese e ai quali padre Luciano riesce a provvedere con la solidarietà che arriva principalmente dalla Val d’Alpone. La terribile crisi economica che da qualche anno ha colpito il Venezuela di fatto ha «allargato» la Casa anche ai paesi limitrofi: una volta la settimana dalla Casa partono gli aiuti con i quali viene garantito, alternativamente nei diversi villaggi vicini, un pasto ai più piccoli. L’impegno di padre Luciano è una delle «gocce» nel mare di solidarietà salesiana che, dallo scoppio della crisi, ogni giorni si fa carico di garantire la sopravvivenza alimentare a 120 mila persone. Casa sua è il Venezuela, lo dice sempre, e se rientra a Castello è solo per mettere insieme aiuti che gli consentano di provvedere ai bisogni dei «suoi» bambini e poi tornare in Sud America. Accadrà in agosto. •

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