«Siamo veneti, levateci Imu e rifiuti»

La dichiarazione dei «disobbedienti»
La dichiarazione dei «disobbedienti»
Paola Dalli Cani 12.05.2019

L’ultima chiamata del sindaco Luciano Marcazzan nei confronti dei concittadini morosi col Comune di San Giovanni Ilarione porta frutto: «Già in tre sono venuti in municipio per definire modalità di rientro del debito, in alcuni casi anche per cifre consistenti» spiega, «mi auguro che il numero possa crescere entro l’ultima scadenza fissata, il 20 maggio». Dal giorno dopo, infatti, le pratiche non risolte passeranno ad Abaco, la società incaricata dal Comune per recuperare imposte e tasse su servizi goduti ma mai pagati. In questo caso, «mentre per il Comune la mia lettera è stata un’ultima mano tesa ed un gesto di cortesia, Abaco è legittimata ad agire con strumenti più invasivi come fermo amministrativo del veicolo o pignoramento di conti correnti». Da recuperare, complessivamente, ci sono 55 mila euro ma su una parte di questi Marcazzan è certo dovrà provvedere Abaco. «Cinque residenti negli ultimi anni ed altri sei o sette negli anni trascorsi hanno presentato in Comune un’“istanza di illegittimità, diffida e ordine di sospensione di riscossione imposte italiane per difetto di giurisdizione, notifica e firma”. Queste persone, rivendicando la cittadinanza e la nazionalità veneta e non quella italiana che ritengono imposta sostengono di ritenere illegittime, illegali e indebite le richieste di pagamento di servizi dei quali usufruiscono», spiega Marcazzan. TRE PAGINE di documento del Comitato di liberazione nazionale Veneto, pinzate con la «Dichiarazione di nazionalità veneta» ma pure della fotocopia della carta di identità della Repubblica italiana: così i «disobbedienti» si oppongono alle cartelle e agli accertamenti. «Questi documenti, però», spiega Marcazzan, «su indicazioni contenute in una circolare della Prefettura, devono essere trattati come pubblicità, non vanno considerati e non c’è alcun obbligo di rispondere». Proprio in forza del suo «tirar dritto» Marcazzan un mese fa è finito nel mirino del Cln Veneto che lo ha duramente attaccato mettendo a disposizione dei cittadini che ritengono illegittimi i tributi un numero di telefono al quale rivolgersi per avere tutela giuridica: «Alla luce di questi toni», dice, «ho chiesto ad un avvocato di verificare eventuali estremi di querela». CINQUE GIORNI dopo il Cln Veneto ha convocato per giovedì a San Giovanni Ilarione un incontro pubblico sul tema Imu, Tasi e Tari. «Ci sarei voluto andare ma avevo un impegno», spiega Marcazzan, «e sarei voluto andare perché sono convinto le che le persone vanno ascoltate ma anche contraddette. Qui si parla di servizi concreti dei quali ci si avvale senza pagarli, pensiamo ad esempio alla raccolta rifiuti: si dichiarano veneti ma mi chiedo se i veneti sono favorevoli a pagare anche per chi non lo fa e a subirne i danni». MARCAZZAN ammette di aver pensato per un momento di rendere pubblici i nomi di persone che da anni non pagano, «ma li invito piuttosto, essendo loro così convinti di essere nel giusto, a metterci la faccia». •