«Non sta andando
tutto bene». Protesta
a San Bonifacio

Paola Dalli Cani02.05.2020

La sera del primo maggio con le candele accese all’ingresso di ognuno dei loro negozi, questa mattina con un flash mob silenzioso davanti alle saracinesche ancora abbassate: dopo la manifestazione promossa da Confcommercio venerdì, domani  il mondo del commercio, dell’artigianato e dei servizi di San Bonifacio torna a “gridare” la sua preoccupazione.

 

L’occasione è una manifestazione pacifica, sostenuta dalla Lega, con la quale vengono invitati tutti gli esercenti a stazionare dalle 11 a mezzogiorno davanti alla loro attività vestiti di nero e con, tra le mani, un cartello con la frase “non sta andando tutto bene”.

 

L’invito è a farsi fare una foto da pubblicare sul proprio profilo social accanto all’hashtag #nonstandandotuttobene per dare spessore ad una manifestazione di malessere e protesta su scala nazionale. Venerdì sera i lumi si sono accesi davanti a tutte le attività chiuse ormai da due mesi: cinema, bar, pub, negozi di abbigliamento, pelletterie, gioiellerie, pasticcerie, barbieri, parrucchieri, estetisti: a tutti loro, ma soprattutto al mondo dei clienti, si è rivolto il sindaco Giampaolo Provoli in un videomessaggio col quale si è stretto ai tanti lavoratori che hanno vissuto in prima linea l’emergenza (e tra loro anche il personale del Comune) e a tutti quelli che stanno soffrendo nell’impossibilità di lavorare.

 

Due gli inviti: agli esercenti a partecipare ai tavoli di concertazione per eventuali aiuti anche economici e ai sambonifacesi per sostenere con i propri acquisti la ripartenza delle piccole realtà del paese.

Riguardo la prima questione, Emanuele Ferrarese, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, ha depositato una richiesta di costituzione di un fondo per la concessione di contributi a fondo perduto ed aiuti a favore delle piccole attività economiche di San Bonifacio più duramente colpite dal lockdown. Ferrarese propone a questo riguardo uno stanziamento di 200 mila euro che potrebbero diventare aiuto concreto a ristoro dei costi fissi (affitti e utenze) delle microimprese della cittadina.

A finanziare il fondo, secondo la proposta, potrebbero essere le risorse che si rendono disponibili dopo la sospensione per un anno della quota capitale dei mutui dei Comuni e di ciò che potrebbe liberarsi se venisse accolta la richiesta, già avanzata dall’assessore al commercio Simona De Luca, di sospendere per 12 mesi anche le rate dei finanziamenti in essere.

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